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CONSIGLIO COMUNALE

CASO MANTOVANI – Il Consiglio vota l’istituzione della commissione d’inchiesta

Alla fine la commissione straordinaria d’indagine sui rapporti fra la Mantovani e il Comune si farà. Dopo il «flop» della settimana scorsa, quando l’opposizione aveva fatto mancare il numero legale in aula, ieri la delibera elaborata dalla conferenza dei capigruppo è passata all’unanimità, con 34 voti e un solo consigliere – l’Udc Ennio Fortuna – che non ha preso parte al voto per i dubbi sulla legittimità dei poteri d’indagine che il Comune si è attribuito.
Ci sono però volute due ore di discussione – a tratti snervante per il pubblico in sala – per mettere d’accordo i consiglieri, riuniti al municipio di Mestre, su una decisione condivisa in linea teorica da tutti, seppur con molti distinguo. L’opposizione, per esempio, avrebbe voluto, come richiesto da Renato Boraso, che si indagasse anche sui rapporti del Comune con Lino Brentan e Statis Tsuroplis, al centro di due distinte vicende giudiziarie. In maggioranza invece Fortuna avrebbe voluto escludere il Consorzio Venezia Nuova dall’oggetto delle indagini della commissione, non avendo il Comune i poteri inquisitori che spettano alla Magistratura.
Ma l’indagine, ha ribattuto Beppe Caccia (lista In Comune) con Sebastiano Bonzio (Fds) potrà comunque valutare politicamente il ruolo di una società e di un concessionario che di fatto gestisce un’operazione colossale come la costruzione delle dighe mobili alle bocche di porto con il Mose. Un sistema che, come sottolineato dal rappresentante M5S Gianluigi Placella, impedisce lo sviluppo della libera concorrenza nel campo dei lavori pubblici. Al momento del voto l’opposizione, che una settimana fa era stata accusata di non volere la commissione, ha osservato con Saverio Centenario (Pdl) che «la maggioranza chiede chiarezza nella conduzione amministrativa di questo Comune in cui la stessa non dovrebbe avere nessun dubbio».

(a.fra.)

 

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