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BOTTA E RISPOSTA

Aria di barricate ai confini tra Friuli Venezia Giulia e Veneto. La nuova presidente Debora Serracchiani, eletta appena lo scorso 22 aprile, ha già sparato una bordata contro l’assessore Veneto alla Mobilità e alle Infrastrutture, Renato Chisso, accusandolo di aver ritardato la realizzazione della Tav, la linea ferroviaria per l’alta velocità, perché sarebbe favorevole al tracciato in gronda lagunare e lungo le spiagge. Dalla trincea veneta Chisso manda a dire che non accetta ingerenze da parte del Friuli e risponde che i ritardi sono dovuti solo alla mancanza di fondi: «Lo Stato non ha soldi». E, riguardo al tracciato, l’assessore si dice aperto a qualsiasi ipotesi, basta che Tav e Tac (alta capacità per le merci) si facciano, avvertendo però che criticità ci sono anche nel tracciato più interno, quello che affianca l’attuale linea ferroviaria: dovendo raddoppiare i binari si rischia, infatti, di sventrare vari centri urbani e comunque, conclude Chisso, anche in questo caso mancano soldi dato che dovranno essere realizzate alcune gallerie.

 

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