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ASOLO. Contro la colata di cemento si schiera anche il Fai che invia una lettera al sindaco Baldisser e al presidente della Provincia Leonardo Muraro. Il Fondo ambiente italiano contesta il nuovo piano di assetto del territorio che la giunta vuole adottare.

«Dalla relazione ambientale preliminare risulta che il territorio di Asolo è oggi fortemente antropizzato e caratterizzato da un’edificazione diffusa che ha determinato un elevato consumo della risorsa suolo»,

scrive la responsabile dell’ufficio ambiente e paesaggio Costanza Pratesi che nei prossimi giorni farà un sopralluogo in città. Il rapporto dell’associazione registra un elevato livello di criticità ambientale legato a una serie di fenomeni senza sottovalutare dei forti fattori di rischio geologico e idrogeologico che caratterizzano il territorio comunale classificato come zona sismica, un territorio ad elevato rischio idraulico e di franosità.

«Nell’analisi del sistema insediativo emergono un sovradimensionamento delle aree urbanizzate e un elevato consumo di suolo in rapporto alle effettive necessità insediative»,

continua la responsabile,

«L’edificazione periurbana ha determinato un impoverimento del paesaggio urbano che necessiterebbe una riorganizzazione che difficilmente può conciliarsi con i 135 mila metri quadri di nuove edificazioni sommati ai 150 mila già previsti dal piano regolatore generale».

L’associazione dice basta con la cementificazione selvaggia del territorio e porta avanti la battaglia per il recupero delle aree dismesse.

«Ricordiamo l’importanza della condivisione della progettualità e della pianificazione con la cittadinanza», chiude la responsabile, «Quest’aspetto rientra tra i criteri generali di sostenibilità dei piani stabiliti dalla Regione Veneto che includono anche la riduzione dell’utilizzo di risorse non rinnovabili e il mantenimento e il miglioramento del suolo e delle risorse idriche, elementi che nel piano appaiono trascurati».

Vera Manolli

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