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Il colosso svedese torna alla carica, il progetto era stato congelato.

Istanza In Regione per un’area di 420 mila metri quadri

TREVISO. La nuova domanda è stata depositata in Regione Veneto nei giorni scorsi. Un grande polo commerciale su una superficie di 420 mila metri quadri, ai confini tra Casale e Preganziol, a ridosso della rotonda del Passante vicino al casello.

L’Ikea torna sui propri passi. E rilancia lo sbarco nella Marca, in uno degli snodi viari strategici ai confini fra le provincia di Treviso e Venezia, ma anche nevralgico rispetto all’incrocio con l’asse Venezia- Belluno lungo l’A/27.

A pochi mesi dall’annuncio del congelamento del progetto, un contrordine che fa già discutere. È il paletto rispetto ai benefici della legge regionale urbanistica 35/2009? O il segno di uno scenario economico cambiato che ha indotto il colosso dell’arredamento low-cost a rivedere i suoi piani?

Una cosa è certa: la domanda bis in Regione, formalizzata meno di una settimana fa, è destinata a riaccendere le polemiche nella Marca. Per mesi, fino a quando il colosso svedese non aveva fermato l’iter, dicendo che sarebbe stato rinviato a data da destinarsi, si erano accapigliati comuni, Provincia (che non disdegnava il progetto almeno per la ricadute occupazionali), associazioni di categoria, con un deciso no per questa nuova «cementificazione del territorio» e i gruppi ambientalisti, anch’essi insorti contro «il consumo di superfici agrarie, che invece va arrestato» e contro la «congestione di centri commerciali» nel cuore del Veneto.

Un piano che, al di là dello sbarco dell’Ikea in provincia, dopo le aperture di Padova e Villlesse (ma c’è un piano anche per Verona) si era subito imposto per dimensioni – oltre al colosso vero e proprio dell’arredamento prevede altre attività commerciali – e per le sue ricadute dirette e indirette sull’occupazione, in un momento in cui l’arredo legno della Marca è in ginocchio. Si era parlato di 220 posti di lavoro diretti, ma di oltre 1.000 indiretti, per le commesse alle aziende della zona.

Era ottobre 2011, quando l’Ikea depositava per la prima volta istanza in Regione, firmata da Ikea Italia Property ed Investimenti Immobiliari Treviso (IIT). La superficie di vendita, secondo quel progetto e quella istanza era di 60 mila metri quadri, all’interno dei 420 mila metri quadri. L’investimento previsto era di almeno 200 milioni di euro (440 milairdi di vecchie lire»), l’apertura nel 2015. Poi, a gennaio 2012, la manifestazione di interesse della giunta Battaglion, una coalizione di centrosinistra.

Poi le polemiche, e a maggio le urne fatali alla giunta Battaglion. Infine, pochi mesi fa, il ripensamento dell’Ikea: congelamento dello sbarco a Casale, (lamentando peraltro mancate risposte da parte della Regione), e marcia «avanti tutta» su Verona, nella cosiddetta area Biasi vicino al casello di Verona Sud. Ora il dietrofront. Si attendono reazioni.

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