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TANGENTI E “CRICCA BAITA”

Le tangenti in Comune e il caso del geometra Bertoncello, l’arresto dell’ad della Venezia-Padova e per anni assessore in Provincia, Lino Brentan, e infine la “cricca Baita”. Politica, amministrazioni e malaffare. In tre anni, con l’arrivo del procuratore capo Luigi Delpino, è stato scoperto e scoperchiato un pentolone che dimostra come negli ultimi venti anni la corruzione si è infiltrata negli enti locali più significativi.

«Anche se gli attori sembrerebbero gli stessi anche qui in Veneto il sistema corruttivo ha radicalmente cambiato fisionomia»,

spiega nella prefazione del quaderno Gianni Belloni. «Descrive bene il processo Ivan Cicconi nel suo intervento all’interno del focus. E ne rintracciava la dinamiche Luca Romano in un saggio di una decina di anni fa dedicato proprio al Veneto:

«Sono imprenditori “amici” dei politici che si giovano di concessioni affidate con ampio potere discrezionale oppure usano l’obiettivo della Borsa per effettuare privatizzazioni con il denaro pubblico; sono gestori di servizi di pubblica utilità acquisiti senza concorrenza, senza rischio imprenditoriale, con l’ombrello della spesa “amica”», continua Romano. «Sono operatori di territorio che conoscono i modi per eludere limiti e vincoli dei piani regolatori oppure per modificare destinazioni e far lievitare i prezzi delle aree: ovvero l’ipermoderno che si incontra con l’archeologia politica della speculazione fondiaria. I beneficiari non sono più i partiti. Queste attività sull’incerto confine tra legate e illegale sono anch’esse “molecolari”. Anche il reato di corruzione diviene più sfumato e latente, perché inserito tra le pieghe di una dilatazione del diritto privato rispetto a quello amministrativo, a discapito della concorrenza, della pluralità di attori, della trasparenza delle procedure»,

ha scritto Luca Romano, nel suo “Tangentopoli Polenta e osei”.

«Romano fotografa perfettamente la tangentopoli che ha cambiato pelle».

conclude Belloni. (c.m.)

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