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Gazzettino – “Corruzione, prodotto di norme sbagliate”

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

20

giu

2013

L’INTERVENTO ALL’OSSERVATORIO AMBIENTE E LEGALITÀ

«Un sistema di legalità debole e un sistema di norme che non risolvono i problemi dei cittadini favoriscono la corruzione».

Gianfranco Bettin martedì aveva presentato così i temi emersi dal “Focus corruzione e legalità debole”, il secondo Quaderno di approfondimento edito dall’Osservatorio Ambiente e Legalità del Comune di Venezia e da Legambiente. I riferimenti ai casi di “casa nostra” (Bertoncello e Baita) ci sono, come anche le possibili soluzioni al problema: usare gli strumenti che le norme offrono ma che non vengono spesso utilizzate o ignorate.

«Quando si parla di corruzione – ha esordito l’assessore Bettin – emerge spesso un difetto nella lettura dei fenomeni e si tende a fare un’analisi parziale e parcellizzata dei fatti. È invece necessario, avere una visione d’insieme e analizzare complessivamente i fenomeni, perché solo se si risale alla loro radici si possono contrastare».

Al contrario, ha continuato l’assessore, i problemi derivano anche da una incapacità delle norme di contrastare la corruzione e l’illegalità.

«Sembra assurdo – ha continuato Bettin – ma spesso disastri e scempi ambientali non avvengono nell’illegalità esplicita, ma sono il frutto di una legalità subalterna al raggiungimento di un obiettivo, come è stato ad esempio per la realizzazione di Porto Marghera, grazie all’allora Piano regolatore del 1962 che ne stabiliva l’insediamento e sta accadendo adesso per Alles».

«La corruzione in questi anni ha cambiato pelle – ha detto Gianni Belloni, coordinatore dell’Osservatorio Ambiente e Legalità – prima il sistema era legato alla terna partiti, pubbliche amministrazioni e imprenditori, oggi il binomio criminale viaggia tra diritto privato e scambi tra società che fungono da camere di compensazione. Si parla di rispetto di legalità da parte delle istituzioni: prendiamo la Via, chi la compone, 15 persone, sono tutti architetti e ingegneri che hanno studi di progettazione, non c’è un professore universitario e vengono nominati dalla Giunta Regionale. Qualche dubbio potrebbe sorgere quando poi vediamo che a vincere gli appalti sono sempre gli stessi».

Dopo un’introduzione curata da Belloni il quaderno tratta di “Corruzione, sostenibilità e beni comuni” in un saggio di Alberto Vannucci. Si continua con “La corruzione ai tempi del project financing” in un’analisi di Ivan Cicconi; si prende in considerazione “L’area grigia della green economy” con un testo di Lorenzo Segato; Nicola Destro spiega l’”Abusivismo edilizio in salsa veneta”. (R.Ros.)

 

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