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01/07/13 – Veneto City: cosa sta succedendo?

Posted by Opzione Zero in Comunicati Stampa | 2 Comments

1

lug

2013

 

NOTA . Facciamo un po’ di chiarezza.

Nell’ultima settimana i media locali hanno ridato corpo allo spettro di Veneto City. E lo hanno fatto in modo, come al solito, fumoso.

L’occasione per riparlarne è stata la serata organizzata dalla società proponente Veneto City SpA il 27 giugno scorso all’Hotel Sheraton di Padova; una serata, a quanto pare, riservata alla stampa, per illustrare la fantasmagorica nuova versione del “masterplan” che cambierà totalmente i connotati alla Riviera del Brenta e al Miranese.

Chi fossero gli invitati alla serata “carbonara”, oltre alla stampa, non è dato sapere: certo non stupisce che non sia stata aperta al pubblico (visto che 220 mila abitanti valgono zero), ma che nemmeno i due sindaci compiacenti di Dolo e Pianiga siano stati invitati la dice lunga sulla tracotanza delle lobby abituate a servirsi di travet politici che poi vengono regolarmente scaricati.

Ma a che punto siamo con l’affair Veneto City? È utile fare chiarezza, visto che l’imprecisione dell’informazione dei media sta facendo venire le traveggole a qualche ingenuo cittadino che crede di vedere già le ruspe in azione!

Veneto City è ancora un sogno nella mente perversa dei Signori del Cemento.

L’unica cosa che esiste ad oggi è l’Accordo di Programma (AdP), ossia un documento di una trentina di pagine nel quale si è sottoscritto un impegno reciproco tra proponenti ed enti locali, una specie di cambiale. Questo AdP ha funzionato come una variante urbanistica che a reso edificabili suoli prima in massima parte agricoli. Punto.

Non esiste un progetto. Quei suggestivi e ridicoli disegni che circolano sono un “masterplan”, cioè una simulazione grafica immaginifica di che cosa “potrebbe essere” Veneto City, l’equivalente di un cartone animato partorito dalle cosiddette archi-star (architetti in orbita) che parlano di “boulevard, preverdissement, sinuose coperture organiche”. Ma che cosa sarà veramente la nuova città, come sarà nella realtà e cosa conterrà lo diranno i progetti veri e propri che ancora non sono stati prodotti.

Da ultimo, non si sa ancora se ci saranno i soldi per farlo e chi saranno eventualmente i finanziatori. Da un anno la società Veneto City SpA sta pubblicizzando questo masterplan un po’ ovunque e a livello internazionale (sappiamo ad esempio che era presente alla fiera immobiliare di Cannes, Francia). Stanno insomma tentando di vendere “sulla carta”, come si dice, e se tutto va bene (si fa per dire) ci ritroveremo con oltre 70 ettari di territorio Veneto di proprietà straniera o in mano alle mafie, malavitose o finanziarie che siano. Oppure, non riuscendo a vendere in blocco, si venderà a pezzi, riducendo tutto a una solita gigantesca lugubre lottizzazione.

Per capirci e concludendo, è come se si volesse costruire una casa da vendere: per il momento c’è solo un terreno edificabile e qualche bel disegno computerizzato, ma prima di costruire (quindi spendere un patrimonio) bisogna trovare il compratore di quella casa; il quale compratore, una volta concluso l’affare, potrà fare tutte le modifiche che vorrà entro i limiti assolutamente blandi delle norme italiane vigenti.

Il prossimo passo è il 17 luglio, termine per la consegna del Piano Urbanistico Attuativo e relativi elaborati che ancora non saranno il progetto definitivo, che ancora dovranno essere vagliati e approvati, che richiedono altri pareri, eccetera.

Tutto questo con sette ricorsi avviati al Tribunale Amministrativo Regionale, con la popolazione e le organizzazioni sul piede di guerra e con gli inquirenti in azione sulla crescente indagine Mantovani, uno dei soci di punta della società Veneto City SpA.

Quindi, prima di vedere partire il cantiere, vedremo “ruspe” di ben altra natura.

 

  1. 2 Comments

    • Francesca says:

      Il commento in questo caso e’ proprio superfluo. Mi tocca proprio scriverlo? Beh, l’articolo e’ perfetto…Quando voglio aggiornarmi sull’argomento non leggo il Gazzettino ne’ La Nuova, leggo voi…

    • Mario says:

      Grazie. La parola d’ordine è concretezza. Quella contro la quale le manovrine hanno poca acqua per sguazzare. Vista l’aperta e perdurante contrarietà dei cittadini, vedrei di buon grado un impegno dei sindaci, che li rappresentano, come quello mostrato contro Terna.

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