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VENEZIA – Per coprire l’abolizione della prima rata Imu, 200 milioni arriveranno dalla riduzione dei fondi per il Mose e per la linea ferroviaria del Brennero

ROMA – Fondo per l’occupazione, ‘fondo bollette’ per l’efficienza energetica e le rinnovabili. Ma anche alcune opere in fieri, come il Mose di Venezia, senza contare la trentina di autorizzazioni di spesa dei ministeri (salva la scuola, anche dai 300 milioni di tagli ‘lineari’) oggetto di sforbiciate ‘mirate’, prime fra tutte le risorse per gli investimenti e la manutenzione straordinaria delle ferrovie (-300 milioni) e le assunzioni straordinarie, in deroga ai blocchi del turnover, per la sicurezza e per combattere l’evasione. Sono solo alcune delle ‘voci’ scelte dal governo per coprire la cancellazione della prima rata dell’Imu e i fondi per Cig e 6.500 esodati. Il fondo per l’occupazione sarebbe servito per finanziare la decontribuzione del secondo livello contrattuale. Con diversi interventi – spiega la Cgil – è stato ridotto e ora è addirittura azzerato. Ma il premier Enrico Letta spiega: «Quei soldi non sarebbero stati utilizzati quest’anno, sarebbero andati in economia».
Sulle coperture del decreto Imu il Parlamento rischia di trasformarsi per l’ennesima volta in campo di battaglia. C’è la questione del taglio delle detrazioni per le polizze già da quest’anno, mal digerita da tutte le associazioni dei consumatori. Ma c’è anche la grana della deducibilità per le imprese. Il viceministro dell’Economia Stefano Fassina, poi, torna a chiedere di ripristinare l’Imu sulle case di maggior pregio per trovare le risorse. Accanto a ‘macro-coperture’ come il gettito Iva dall’ulteriore tranche di rimborsi dei debiti della P.A. (925 milioni) o alla sanatoria sui giochi (600 milioni) si ‘pescano’ anche 250 milioni per quest’anno dal fondo per l’occupazione, mentre la Cassa Conguaglio settore elettrico partecipa con un ‘prelievo’ dalle disponibilità su 40 conti correnti (Mps) di 300 milioni. Altri 200 milioni arriveranno invece, tra 2014 e 2015, da una limatura del finanziamento del Mose, mentre è ridotto di 100 milioni nel 2015 (ne rimangono solo 20) il finanziamento per la realizzazione o il rafforzamento di alcune linee ferroviarie (il terzo valico dei Giovi e la linea Fortezza-Verona di accesso sud alla galleria di base del Brennero).
Dai tagli ai ministeri arriveranno oltre ai 300 milioni ‘lineari’ per i consumi intermedi altri 675 milioni da 35 voci di spesa già autorizzate: dalle risorse per il gestore dell’infrastruttura ferroviaria nazionale (-300 milioni) al comparto sicurezza, che vede tagliati diversi capitoli di spesa per le assunzioni tra polizia, vigili del fuoco e forze armate (a partire da 50 milioni sulle risorse stanziate dall’ultima legge finanziaria). Non sfugge alla cesoia dell’Imu anche la lotta all’evasione fiscale. Si tagliano di 20 milioni le risorse stanziate nel 2003 per le assunzioni di nuovi ispettori finalizzate alla lotta all’evasione.

 

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