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Non saranno 200, molto probabilmente 100. Ma tanto basta per preoccupare il Consorzio Venezia Nuova, che dovrà ricorrere a un prestito dalle banche per colmare i tagli decisi dal Governo per garantire la copertura Imu. Lo dice il direttore Hermes Redi.

CANTIERI – La sforbiciata ai finanziamenti per il Mose preoccupa il Consorzio

DOPO I TAGLI DEL GOVERNO

GRANDI OPERE Il Governo ha deciso una sforbiciata consistente, ma non influirà sui lavori

 

IL DIRETTORE REDI  «Preoccupato per il medio periodo. Ci serve un prestito di 100 milioni»

 Tagli al Mose, il Consorzio dovrà rivolgersi alle banche

Non c’è che dire Hermes Redi, direttore del Consorzio Venezia Nuova, ha fatto un salto sulla sedia alla notizia dei tagli stabiliti dal Governo per garantire la copertura Imu. «Avevamo avuto qualche avvisaglia – confessa il neodirettore del Consorzio – e poi le “voci” sono diventate realtà. Ma secondo un rapido calcolo, non ci sarà una “decurtazione” di 200 milioni di euro come preventivato in un primo momento, ma “solo” di 100 milioni». In ogni modo, comunque, un fulmine a ciel sereno, soprattutto in tempi delicati non solo per i lavori pubblici e, in generale, per i finanziamenti legati a questo settore, ma anche per le ennesime avvisaglie dell’indagine della magistratura che in estate ha coinvolto il vecchio staff del Consorzio.

«Dobbiamo guardare avanti – sottolinea Redi – Ora saremo costretti a rivolgerci alle banche per risolvere la questione. Si tratta di una preoccupazione a medio termine in quanto nel breve e nel lungo periodo, abbiamo (e ci sono stati promessi da parte dello Stato) tutti i finanziamenti necessari per completare l’opera». Come è noto, il Mose risulta terminato all’80 per cento e proprio nelle prossime settimane dovrebbe esserci un primo evento clou: la prima movimentazione delle paratie alla bocca di porto di Lido-Treporti.

«Prendiamo atto delle decisioni del governo – aggiunge Redi – Ora soprattutto bisognerà fare una valutazione delle necessità nel medio periodo salvaguardando tutto: da una parte l’opera del Mose che sta procedendo; dall’altra l’occupazione. Punti importanti, ma che comunque la manovra del Governo non ha voluto toccare. Potrebbero esserci ripercussioni sulla tempistica, ma per garantire continuità ci rivolgeremo a qualche istituto di credito». Redi ci tiene a sottolineare comunque che gli eventuali contraccolpi dovuti allo “storno” fatto da Palazzo Chigi potrebbero avere qualche effetto tra sei, massimo dodici mesi. «Il Consorzio è forte – conclude – e saremo in grado di andare avanti probabilmente modificando le economie di scala, ma senza ripercussioni sul Mose e sulle maestranze».

 

IDV – Marotta: «Il taglio servirà a razionalizzare le spese»

«E così l’Imu batte il Mose 100 a zero, per ora. Speriamo che questa sforbiciata possa dare il la ad una più attenta verifica dei costi. Anche perché è facile prevedere che la manna dal cielo non cadrà più». Così Gennaro Marotta, consigliere regionale Idv, sul taglio di 100 milioni di euro, tra il 2014 e il 2015. «Una situazione che servirà almeno per mettere un freno all’aumento esponenziale dei costi dell’opera, passati dal miliardo e mezzo di euro del 1992, ormai preistoria, ai 4 miliardi e 271 milioni del 2009 ai 5 miliardi e mezzo attuali. Basteranno?»

 

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