Segui @OpzioneZero Gli aggiornamenti principali anche su Facebook e Twitter. Clicca su "Mi piace" o "Segui".

Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di terze parti per rendere migliore l'esperienza d'uso degli utenti. Continuando la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni cliccare qui

Gazzettino – Zaia: “Mai la Tav sulle spiagge”

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

29

set

2013

ALTA VELOCITÀ. LE POLEMICHE

GRANDI OPERE – Si punta sull’affiancamento alla linea Fs. «Non ci sono soldi? Lo facciano gli industriali»

Zaia affonda la Tav “litoranea”

Il Governatore: «Il territorio non vuole il tracciato vicino alle spiagge, non si farà. Lo ribadiremo con una delibera»

IL PROGETTO – A Roma c’è un solo tracciato di Tav, quello lungo le spiagge. Ma il governatore del Veneto, Luca Zaia, assicura: «La litoranea non si farà mai, tutti sono contrari». La Tav, però, serve:«La vogliamo lungo la linea ferroviaria».

I SOLDI – Per ribadire la posizione della Regione Veneto e sollecitare la progettazione di un tracciato alternativo alla litoranea, Zaia annuncia che farà un decreto o una delibera. E chiede di affidare la realizzazione dell’opera in finanza di progetto agli industriali: «A Roma non c’è un centesimo».

L’IMPATTO «Nessuno lo vuole. La colpa? A Roma sapevano tutto»

LO STALLO – Al momento l’unico progetto è il tracciato lungo il litorale

Zaia: «Mai la Tav sulle spiagge»

Il governatore: «Farò un decreto per chiarire la situazione sull’alternativa. Incarico agli industriali»

La soluzione? Far fare la Tav agli industriali, una bella finanza di progetto e l’alta capacità lungo l’attuale ferrovia è garantita. Perché l’impressione è che a Roma non ci sia un centesimo. Ecco sintetizzata la posizione del governatore del Veneto, Luca Zaia. Che annuncia: farà una delibera per ribadire che il progetto della litoranea non va bene a nessuno e che Rfi deve fare il progetto alternativo lungo l’attuale linea ferroviaria.

Presidente, il progetto alternativo della Tav di cui si parla da tempo non esiste. Di chi è la responsabilità?
«Facciamo un passo indietro. Io arrivo in Regione nel 2010 e trovo una decisione del 2006 per un tracciato litoraneo, cioè la Tav lungo le spiagge. L’idea era di fare la Tav affiancata all’A4 che però nel tratto da Venezia a Ronchi si allontana. Tra i motivi, quello per cui si sarebbero dovuti allargare i cavalcavia: 300 milioni in più».

Chi doveva fare i progetti?
«Rfi/Italferr. Due anni fa arriva il progetto della litoranea, di un impatto ambientale devastante. Insorgono gli ambientalisti, i sindaci puntano i piedi. A quel punto viene nominato il commissario».

Bortolo Mainardi. E voi gli dite che non volete la Tav?
«Il contrario! Noi non siamo contro la Tav. Chiediamo di valutare tre tracciati: quello lungo le spiagge (che c’è già); uno complanare all’A4; uno complanare alla ferrovia. Il tracciato che ottiene la maggiore condivisione è quello affiancato al sedime ferroviario, tra l’altro costa la metà. Ci sono delle riserve sui centri urbani, ma con dei tunnel risolvibili. Tra l’altro ricordo che l’attuale linea ferroviaria è utilizzata solo per il 40%».

E qui arriviamo alla beffa: tutti vogliono il progetto alternativo, ma nessuno lo fa.
«Le posizioni sono chiare: la Soprintendenza si è espressa, il consiglio regionale del Veneto ha detto che non vuole la litoranea. Il 12 settembre era convocato il gruppo istruttore della Via, poi la seduta è stata spostata al 19 e il nostro rappresentante, l’ingegner Fasiol, non è potuto andare. Preciso: non si può delegare. In ogni caso: il 19 non è stato deliberato nulla, è stata una riunione tecnica preparatoria alla Via».

Ma hanno valutato il progetto della litoranea.
«Perché c’è solo quello. Ma non uscirà mai dalla Via, ne sono certo. Come possono approvare un tracciato che ha la contrarietà dei sindaci, della Regione, di tutti? Non passerà».

Resta il fatto che il progetto alternativo non c’è. Chi deve “ordinarlo” a Rfi?
«Visto che le lettere mandate finora non bastano, farò un decreto o una delibera che chiarisca la situazione».

Il commissario Mainardi ha fatto intendere che il suo studio è rimasto chiuso in un cassetto in Regione. Colpa vostra?
«A parte il fatto che dal 2012 ad oggi è cambiato il governo ed è cambiato il ministro, le lettere del commissario erano indirizzate a me e al ministro. A Roma sapevano. È un commissario governativo, mica della Regione».

Non c’è il rischio che salti tutto?
«Per noi la Tav è una priorità. Vuole la verità? Mi sa che a Roma non hanno una lira, non c’è una posta a bilancio. E allora sposiamo la linea degli industriali, facciamo fare a loro la Tav in finanza di progetto. A me va benissimo, iola Tav la voglio».

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Copyrights © 2012-2015 by Opzione Zero

Per leggere la Privacy policy cliccare qui