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Nuova Venezia – Fossalta chiede lo stato di calamita’

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

1

ott

2013

Il sindaco ha convocato per stasera una giunta nella quale si farà la stima dei danni provocati dalla bomba d’acqua

FOSSALTA – Verrà chiesto lo stato di calamità naturale per i danni provocati dalla forte ondata di maltempo che si è abbattuta sul Veneto Orientale e in particolare su Fossalta di Portogruaro la mattinata di domenica.

Lo ha annunciato il sindaco di Fossalta di Portogruaro, Paolo Anastasia, che ieri ha fatto le ore piccole lavorando fino all’alba, casa per casa, per assistere gli abitanti colpiti. Per questa sera, con inizio alle 18, ha convocato una giunta straordinaria in cui si affronterà il delicato tema dei danni provocati dal maltempo e soprattutto si farà il punto della situazione su cosa e quanto chiedere al Governo centrale, ammesso poi che a Roma ci sia il tempo di discutere anche di queste problematiche, vista l’attuale crisi politica.

Si calcola che nella sola Fossalta, secondo i dati Arpav, siano caduti nell’intera giornata di domenica 170 millimetri di pioggia. Nella vicina Lugugnana ne sono caduti “soltanto” 50.

Sono cifre che fino a qualche anno fa, anzi forse fino a qualche mese fa, erano riferibili ai paesi dell’area subtropicale. Verranno coinvolte, per reperire i risarcimenti, anche gli altri enti sovracomunali, ovvero la Provincia e la Regione. Non è esclusa nemmeno una sinergia stretta con gli altri Comuni colpiti, anche se in misura largamente inferiore, dall’ondata di maltempo; ovvero Portogruaro, Concordia e San Michele, con cui Fossalta collabora da tempo viste anche le comuni idee politiche (sono tutti comuni retti dal centrosinistra).

«Più siamo e meglio è», ha sostenuto Paolo Anastasia, «le maggiori criticità legate all’emergenza si sono protratte fino al primo pomeriggio. Abbiamo visitato, casa per casa, le famiglie colpite. Sono state circa una quarantina quelle che si sono ritrovate con l’acqua in casa. Poi è ripreso a piovere».

I sottopassaggi di via San Marco e via Olimpia, completamente allagati, sono stati liberati, con fatica dalla morsa dell’acqua. Il gruppo sommozzatori dei vigili del fuoco, nella zona dello stadio, è riuscito a recuperare, con il soccorso stradale Battiston, la Mercedes Classe B, rimasta bloccata dalla furia dell’acqua attorno alle 10 di domenica. Da quella vettura un padre, residente nella zona, è riuscito ad aprire la portiera dal lato guida in tempo, liberando dall’abitacolo la moglie e il bambino di quattro anni. È stata una brutta avventura che per loro si è risolta bene, mentre la vettura è da buttare. Nella giunta di oggi Anastasia affronterà anche il tema delicato dell’assetto idrogeologico del territorio.

«Al di là del quantitativo mastodontico di pioggia caduta in pochissimi minuti», chiosa il sindaco, «sono emersi dei punti critici. Sono almeno tre: via Bettoni, la strada che collega di Alvisopoli e Fratta; e la strada che collega le altre due frazioni di Villanova e Stiago. E poi via Manzoni, la strada dove sorgono la stazione carabinieri e il palasport dedicato Denis Innocentin».

Rosario Padovano

 

«I canali non vengono mai puliti»

San Michele. Zulianello della Cia accusa d’inefficienza il consorzio di bonifica

SAN MICHELE «È un problema che si ripresenta da anni, perché non viene fatta l’adeguata manutenzione dei canali». A farsi portavoce del malcontento degli agricoltori per i continui allagamenti è Stefano Zulianello, componente della giunta provinciale della Confederazione italiana agricoltori (Cia) e titolare di un’impresa florovivaistica in via Molinovo a San Michele. La sua stessa azienda è stata sommersa dall’acqua con danni ingenti alle piccole piantine.

«Domenica mattina sono caduti circa 140 millimetri di pioggia in un’ora e mezzo e siamo andati sott’acqua», racconta Zulianello, «la mancata manutenzione dei canali impedisce all’acqua di defluire correttamente e così gli altri 100 millimetri caduti domenica sera hanno completato l’opera».

Anche altre aziende agricole nella zona di San Michele a nord della Triestina hanno subito allagamenti. E se l’acqua non dovesse ritirarsi in fretta, il rischio è che la soia ancora nei campi possa marcire. In quell’area a far da tappo al deflusso dell’acqua contribuisce anche la presenza della ferrovia. Ma il problema è, soprattutto, di mancata pulizia dei canali. Problemi si ripetono ormai da anni, almeno dal 2007.

«È da anni che si parla di questa problematica e nessuno fa nulla, aggiunge Zulianello, «non viene fatta la necessaria manutenzione dei canali».

Per risolvere drasticamente il problema servirebbe un intervento complessivo di potenziamento della rete di scolo.

«Possiamo capire che non ci siano i soldi per questo, ma chiediamo che il Consorzio di bonifica faccia almeno la manutenzione dei canali» conclude Zulianello.

Quanto al resto del territorio, dalla Coldiretti fanno sapere che dalle zone di aperta campagna non sono state segnalate situazioni di difficoltà evidenti. Qualche problema nelle zone più a ridosso delle aree cementificate.

Giovanni Monforte

 

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