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Associazioni agricole e Legambiente appoggiate anche dal sindaco di San Donà

«Zaia e Chisso adottino l’ipotesi Mainardi, meno impattante per il territorio»

SAN DONÀ – Chiedono che in tempi strettissimi, non oltre il 20 ottobre, la Regione si pronunci bocciando definitivamente il tracciato litoraneo della Tav Venezia-Trieste ed esprimendosi a favore del percorso che si sviluppa lungo la ferrovia. Altrimenti sono già pronti a tornare in piazza con i loro trattori. Stavolta, però, non solo a San Donà, come già avvenuto nel febbraio 2011. Ma coinvolgendo tutti i Comuni attraversati dal tracciato e promuovendo anche una grande manifestazione a Venezia, sotto le finestre della Regione. A rilanciare la mobilitazione sono i rappresentanti del comitato «L’Altra Tav», che riunisce le organizzazioni del mondo agricolo (Cia Venezia, Confagricoltura e Copagri) e Legambiente.

Ieri mattina si sono ritrovati a San Donà, dove hanno incassato già l’adesione del sindaco Andrea Cereser: «È stata una sorpresa anche per noi apprendere che a Roma l’iter stia andando avanti, non tenendo conto della volontà espressa dai territori».

Gli agricoltori ribadiscono la netta contrarietà al tracciato basso. «Verrebbe ad attraversare il territorio in modo irrazionale, tagliando in due parti il paesaggio di bonifica, intaccando le nostre aziende agricole, causando anche danni ambientali e idrogeologici», attacca Franco Menazza di Copagri, «ma questo tracciato non sarebbe funzionale neppure al turismo».

Per le organizzazioni agricole va proseguita la valutazione sulla contro proposta di Mainardi. «Chi ha paura del tracciato proposto da Mainardi? Perché un percorso meno invasivo, che consentirebbe di conservare il territorio di bonifica, non è stato nemmeno preso in considerazione?» chiede Sergio Magoga, segretario di zona Confagricoltura.

«Un tracciato devastante per le nostre zone agricole», aggiunge il presidente di Cia Venezia, Paolo Quaggio, che parla di «assurda cecità nel non voler vedere le problematiche di un’opera simile». E lancia un appello alle forze politiche e ai partiti, «perché prendano atto della situazione e si diano da fare».

Sul banco degli imputati finiscono soprattutto il governatore Zaia e l’assessore Chisso. «Dopo due anni e mezzo siamo ancora punto e a capo» ricorda il presidente di Legambiente Veneto, Luigi Lazzaro, «è come se la politica tutta non si fosse mai espressa. Chiediamo alla Regione di far interrompere l’iter della Valutazione ambientale e riattivare un confronto. Noi intanto ci mobiliteremo con la gente, come stiamo facendo con il digiuno, perché non possiamo più aspettare che la politica faccia proclami».

Giovanni Monforte

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