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Il partito sfida il centrodestra: «Si ribellino pure loro alle schede della giunta Zaia che penalizzano gli ospedali veneziani»

Emergenza sanità, pressing sulla giunta Zaia che la prossima settimana deve ratificare o meno il parere della quinta commissione regionale sulle schede ospedaliere. «Ribellatevi, ora tocca anche a voi insorgere contro queste scelte», è l’appello del Partito Democratico veneziano ai consiglieri del Popolo delle Libertà.

«Quel parere non è vincolante, si può cambiare e chiediamo al centrodestra veneziano di andare fino in fondo . Li sfidiamo a prendere posizione contro la Regione e le sue scelte». Lo hanno ribadito ieri a Mestre Gabriele Scaramuzza e i consiglieri regionali Pd Bruno Pigozzo e Gianpietro Marchese.

I numeri delle schede: 106 posti letto in meno al Civile ( il 25 per cento); forte sottovalutazione dei posti letto delle strutture intermedie, con Venezia unica azienda a quota zero in virtù di 213 posti “virtuali” che la Regione già prevede nelle residenze sanitarie e a cui si è rimediato, nel confronto duro in quinta commissione, concedendo 50 posti; il mantenimento in extremis dell’ortopedia del Policlinico San Marco, in un primo momento dirottata su villa Salus, ma con venti posti letto spostati (5 su lungodegenza e 15 al multidisciplinare). «Il nostro giudizio resta negativo, così si mette sotto stress la qualità dei servizi sanitari di Venezia. Il piano del giugno 2012 riconosceva la specificità del capoluogo ma queste nuove schede sono incoerenti e non rispettano quel principio», dicono Scaramuzza, Pigozzo e Marchese. Dopo i tagli al trasporto pubblico, e il Ptrc che va contro le indicazioni del Pat, la Regione “penalizza” Venezia sul fronte della sanità.

«O c’è una radicale ignoranza oppure esiste un evidente pregiudizio nei confronti di Venezia», tuonano i consiglieri. Venezia vede ridotti i posti letto, Mestre rischia di andare in fortissima sofferenza. «La conseguenza sarà la crisi dei servizi all’Angelo, polo di riferimento provinciale dalla alta specialità, che vedrà un aumento delle richieste dei cittadini».

Pigozzo ammette: «In commissione noi abbiamo votato contro. Nonostante i tanti emendamenti, abbiamo ottenuto poco. Cassato, ad esempio, il ripristino dei posti letto a Dermatologia, Malattie infettive, Reumatologia, Pneumologia, Oncologia. In questa situazione per Venezia, il Civile non riuscirà a dare risposte ai veneziani e l’hub provinciale dell’Angelo rischia grosso. Questa manovra sconfessa platealmente il principio di equità economica e continuità assistenziale».

Marchese avverte: «Le scelte della giunta producono, in particolare, un fallimento totale. Chi governerà il Veneto nel 2015 dovrà mettere mano con urgenza alle schede sanitarie. Non è possibile vedere l’ospedale Civile con numeri inferiori a quello di Chioggia e non far funzionare l’Angelo che deve servire un bacino di 870 mila persone».

Anche l’Idv fa sentire la sua voce contraria: «La Diabetologia di Mestre», dicono Gennaro Marotta e Antonino Pipitone , «da Unità Operativa Complessa passa a Unità Semplice Dipartimentale. Un dimagrimento inaccettabile, che diminuisce strutture, personale, budget e declassa professionisti e pazienti. La giunta deve modificare questo errore».

Mitia Chiarin

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SINIGAGLIA E TIOZZO

Il Pd boccia la giunta «Da rifare le schede per gli ospedali»

VENEZIA «La Regione ha messo il carro davanti ai buoi. Ha tagliato posti letto negli ospedali senza rafforzare i servizi sul territorio. Sarà inevitabile. Entro breve tempo bisognerà rimettere mano alle schede. Tante, troppe sono infatti le contraddizioni, le disparità che si sono create tra i territori».

Pollice verso del partito democratico nei confronti della riorganizzazione della sanità targata Regione Veneto. «Di fatto», hanno evidenziato Claudio Sinigaglia, vice presidente della Commissione Sociosanitaria, ed il capogruppo Lucio Tiozzo, «la maggioranza si è limitata ad accontentare singole realtà, aumentando così la confusione».

«Da un lato infatti aumentano le apicalità, 15 in più rispetto alle schede ospedaliere adottate dalla Giunta, vengono addirittura introdotti in misura copiosa i cosiddetti “primarietti”, con 30 unità semplici dipartimentali di nomina dei direttori generali».

I consiglieri democratici hanno quindi puntato il dito sulla individuazione e collocazione dei posti letto delle strutture intermedie: «C’è il buio pesto. Tutto è stato rinviato ai direttori generali e alle Conferenze dei sindaci, ma solo se si otterranno risparmi dalla riduzione dei posti letto ospedalieri».

Altro nodo evidenziato dal Pd, quello dell’integrazione-separazione delle funzioni: «Anche qui la confusione regna sovrana. In alcuni ospedali a ‘due gambe’ è stata scelta l’integrazione, come ad esempio a Piove di Sacco, Vittorio Veneto, Camposampiero, Castelfranco dove è stata reinserita chirurgia generale. I cittadini avranno risposte di diversa qualità a seconda del luogo dove abitano».

Poi la denuncia: «C’è stato il capovolgimento totale delle decisioni sul futuro di due ospedali,il Codivilla-Putti di Cortina e quello di Motta di Livenza. Sul primo era stato deciso che dovesse essere pubblico ed invece si terrà la gara per l’individuazione di un gestore privato; sul secondo è stata abbandonata la strada della sperimentazione pubblico-privata e nelle schede si parla solo di pubblico».

(fa.p.)

 

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