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CAMPOLONGO – Decine di volontari della Protezione civile in azione da sabato notte lungo gli argini del Brenta a Campolongo, Sandon di Fossò , Bojon, Liettoli e Corte di Piove di Sacco per controllare il livello del fiume che pur non preoccupando di ora in ora cresce.

«Il rischio è che si ripetano dei vasti fontanazzi», dice il sindaco di Campolongo, Alessandro Campalto, «come nel maggio di quest’anno che furono a torto sottovalutati dalle autorità competenti ma non dai residenti, che per questo hanno dato vita al comitato “Brenta Sicuro” e a una manifestazione che ha visto la presenza di 1500 persone in strada sul ponte di Bojon».

I problemi sugli argini del Brenta ci sono tutti. Dal rilevamento fatto un anno e mezzo fa si è verificato che dal dissesto sono interessati circa 1600 metri di sponda sull’argine sinistro e 1800 sull’argine destro, ovvero il 40-45% della tratta arginale presa in considerazione, che è pari a circa otto chilometri.

Nel rilievo che era stato fatto a febbraio-marzo 2003 erano interessati da frane e sradicamenti circa 880 metri di sponda destra e sinistra (10-15% della medesima tratta).

Insomma in dieci anni l’area dissestata è triplicata. Ma tutti i 45 chilometri del tratto conclusivo del Brenta vanno monitorati.

«Stiamo controllando con estrema attenzione l’evolvere della situazione», conclude il sindaco Campalto, «con oltre 50 persone fra i volontari delle Protezioni civili dei paesi interessati al problema, che hanno dedicato tutto il loro tempo al servizio della comunità. Alcuni lavori poi in questi giorni di rinforzo degli argini il Genio Civile li ha fatti partire, ma non ci ha minimamente interessati, non ci ha coinvolto come Comuni, comunità e sindaci, spiegandoci cosa stanno facendo».

Alessandro Abbadir

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