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Il Pd chiede l’intervento della Corte dei Conti dopo la bocciatura del percorso

Legambiente contro la Regione: «Fuori i soldi per potenziare la linea ferroviaria»

«I soldi pubblici che il governo regionale ha sprecato ammontano a otto milioni di euro. E tutto per colpa di un giro di valzer sul tracciato della Tav Venezia-Trieste che Lega e Pdl avevano il dovere di risparmiarci. Intervenga la Corte dei Conti». Adesso che il tracciato litoraneo è finito in un cassetto, è l’ora delle polemiche per gli ingenti costi sostenuti per la progettazione di un’ipotesi avversata a furor di popolo.

Nell’occhio del ciclone c’è la giunta regionale, attaccata sia dal Partito Democratico che da Legambiente. «L’aver voluto insistere, a partire dal 2006, sull’ipotesi della linea del mare ha comportato una spesa di progettazione con soldi sia provenienti dall’Europa (tre milioni) sia con i cinque milioni di fonte statale, di cui tre anticipati dalla Regione stessa», attaccano i consiglieri regionali Bruno Pigozzo e Lucio Tiozzo. Gli esponenti democratici ricordano le tante sollecitazioni giunte in questi anni per far cambiare idea alla Regione. «Adesso che la giunta ha approvato, con drammatico ritardo, la delibera che sancisce il passo indietro dal tracciato balneare», aggiungono Pigozzo e Tiozzo, «resta il danno economico. Pesantissimo, sul quale la Corte dei conti dovrebbe far luce per non far passare in cavalleria questo gigantesco spreco».

Dure critiche anche da Legambiente, che chiede un impegno per andare oltre la Tav. «La Regione ha, sistematicamente, tagliato le risorse destinate al trasporto ferroviario», spiegano gli ambientalisti del circolo Pascutto Geretto, «non si è investito nella Metropolitana di superficie (Sfmr). Lo stesso orario cadenzato, tanto decantato, lo si farà a costo zero, ovvero più treni nelle fasce diurne, anche quando servono poco, e nessun treno nelle fasce notturne. Lo stralcio del tracciato litoraneo è un passo, ma dobbiamo continuare a chiedere pianificazione seria che dirotti il traffico sul ferro a scapito della gomma. Un progetto che riconosca che l’idea di Tav è morta, che serve una ferrovia più veloce, ma per il territorio».

Investimenti che per gli ambientalisti saranno possibili solo con risorse pubbliche e mirate. «Voler continuare a vendere finanza di progetto è assurdo», concludono, «i privati non hanno messo un euro nel corridoio Milano-Napoli, chi li farebbe investire su questa tratta “povera”? Servono invece gli 800 milioni di euro previsti dal progetto del commissario Mainardi necessari all’ammodernamento e potenziamento della Venezia-Trieste».

Giovanni Monforte

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