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Il Porto accelera: vuole raddoppiare il canale dei Petroli. C’è già il progetto per far passare le navi passeggeri, prevista una scogliera di 7 chilometri larga 26 metri e barene realizzate con i fanghi del Contorta

LA DIFESA DEL PORTO – L’autorità portuale vuole mantenere le crociere in Marittima

C’è un progetto di Autorità portuale e del Magistrato alle Acque realizzato dal Consorzio Venezia per “proteggere il Canale Malamocco-Marghera”, nel tratto da San Leonardo a Fusina prima di arrivare all’incrocio con il Canale Contorta. In esso si parte dal fatto che lungo quel canale transiteranno prossimamente navi passeggeri lunghe 340 metri e larghe 45. E quindi sarà “necessario” realizzare una scogliera lunga 7,5 km e larga 26 metri, con lo spostamento di barene e la realizzazione di casse di colmata per i fanghi inquinati.

 

LAGUNA & NAVI – E l’industria crocieristica europea boccia Marghera: «Non è alternativa praticabile»

Un progetto del Consorzio Venezia Nuova di ampliamento con una scogliera di 7 chilometri larga 26 metri

Era già pronto per il 25 luglio di quest’anno il progetto di Autorità Portuale e del Magistrato alle Acque, realizzato dal Consorzio Venezia Nuova e affidato alla Rinaldo srl-Hydrostudio dal titolo “interventi per la protezione del Canale Malamocco Marghera”. Un progetto che poteva costituire un documento importante per la decisione, poi rinviata diverse volte, a proposito delle soluzioni da adottare per eliminare il transito delle grandi navi da San Marco. Infatti nel documento si legge che in quel canale, il tratto del Canale dei Petroli che da San Leonardo arriva a Fusina, “il traffico verrà presumibilmente incrementato con il prossimo transito delle navi passeggeri che verranno tolte dal Bacino” e si ipotizza il percorso di navi-tipo lunghe 340 metri e larghe 45 che navigheranno a otto nodi all’ora (15 km circa).
Per permettere questo transito il progetto prevede la realizzazione di una scogliera lato laguna lunga sette chilometri e mezzo, fatta di pietre pesanti da una a tre tonnellate, che andrebbe a interrompere tutti i canali trasversali che vanno da San Leonardo a Fusina.
E questo tratto del canale è giusto quello che precede il Canale Contorta Sant’Angelo, quello che il Porto privilegia come ipotesi per arrivare in Marittima attraverso la bocca di porto degli Alberoni. Solo che scavare quel canale prevede anche di attraversare otto condotte tecnologiche di servizio alla città: tre sono dell’Enel, due dell’Aspiv, una dell’Italgas, una è l’oleodotto dell’Agip uno è il sentiero luminoso. E questi sono lavori non proprio irrilevanti dal punto di vista della spesa. Il progetto prevede poi cinque “barene traslate” di circa 500 metri al di là della scogliera, come nuove strutture di confinamento del canale, che servirebbero per contenere fanghi di scavo per circa 5milioni e 600 metri cubi. Forse grazie proprio allo scavo del Contorta. Due di queste barene sarebbero costruite come “casse di colmata”, cioè fatte in modo che i fanghi inquinati dell’area ex industriale non tocchino l’acqua e non vengano sommersi: quasi un milione di metri cubi di fanghi dovrebbe quindi sopraelevarsi sul livello del mare. Una versione molto più modesta del progetto era stata portata in Salvaguardia a febbraio con il titolo “Accordo di Programma tra Autorità Portuale di Venezia e Magistrato alle Acque per l’escavo manutentorio dei canali portuali di grande navigazione ed il refluimento dei sedimenti dragati all’interno della Laguna di Venezia”. Era stata restituita al mittente all’unanimità, perchè giudicata in contrasto con tutte le normative di tutela della laguna.
Intanto ieri Clia Europe, l’associazione di riferimento del settore crociere in Europa, ha dichiarato (seguita a ruota da Msc, che si allinea con il Porto) che la soluzione di Porto Marghera per il passaggio delle grandi navi non è praticabile per ragioni operative».

 

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