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QUADRANTE DI TESSERA» DOPO ANNI DI POLEMICHE

La giunta Orsoni chiede al Comitatone di dirottare i 17 milioni inutilizzati da 15 anni alla viabilità del futuro impianto

Una richiesta formale al Comitatone di cambiare destinazione ai 17 milioni di euro, fermi da quindici anni nelle casse del Comune e al centro di un lungo contenzioso con il presidente della Save, Enrico Marchi. Perché quei fondi di legge speciale erano stati destinati alla viabilità aeroportuale e Marchi li aveva chiesti al Comune per realizzare la viabilità della Porta d’acqua, prevista all’interno del grande progetto dall’architetto Gehry. Ma dal 2012 quel progetto è definitivamente tramontato e i 17 milioni di euro non si sono mossi di un millimetro, ovvero sono rimasti nelle casse del Comune di Venezia a cui erano stati dati in consegna mentre il presidente della Save Enrico Marchi li ha più volte rivendicati. Di fatto dal marzo 1998, l’anno dello stanziamento da parte del Comitatone ad oggi, quei soldi non sono stati utilizzati in alcun modo, proprio perché vincolati dalla destinazione. Da qui, l’ennesimo passo avanti della giunta Orsoni che ha deciso ieri con un atto di indirizzo di andare a chiedere formalmente al Comitatone di sbloccare quei 17 milioni di euro, destinandoli ad altri interventi. Un’idea maturata in un anno di tempo. Era il novembre 2012 quando Marchi annunciò che il progetto della Porta di Gehry si fermava definitivamente, con conseguente attacco frontale al sindaco Orsoni reo, a suo dire, di remare contro le concessioni. Un anno fa i rapporti tra Save e Comune erano così tornati tesissimi, come ai tempi del «no» del Comune alla fusione delle società di Save. Un «no» che aveva portato allo scontro in Cda e il sindaco a chiedere all’Enac addirittura di verificare la possibilità di rimuovere il concessionario e il presidente per «incapacità». Ora si torna a parlare di quei 17 milioni di euro, bloccati nelle casse comunali da quindici anni. A cosa serviranno? In Comune non ci vuole poi molto a capirlo. Se non serviranno per realizzare la nuova viabilità aeroportuale di collegamento tra la bretella della tangenziale e la nuova Porta d’acqua, rimasta un progetto sulla carta, si possono comunque utilizzare nell’area del Quadrante di Tessera. Per cosa? Per realizzare la nuova viabilità di collegamento allo stadio, proposto al Comune e al sindaco Orsoni dal russo Korablin, il patron del Calcio Venezia. Da qui la volontà di andare al Comitatone a chiedere lo sblocco di quelle risorse. «Potremmo utilizzarli per quello ma anche per altro. Sarà il Comitatone a dircelo. Noi intanto lo chiediamo», mette le mani avanti il vicesindaco Sandro Simionato. Del resto, è evidente che per un bilancio come quello di Venezia salvato per le manutenzioni in centro storico dall’arrivo, dopo oltre due anni di attesa, dei 40 milioni della Legge speciale, i 17 milioni per la viabilità aeroportuale “congelati” da quindici anni ora fanno gola, specie di fronte alla penuria di investimenti sulla terraferma. Ma c’è anche altro. In Comune da settimane si lavora su come sbloccare la partita del nuovo stadio. Allo studio c’è una soluzione che sblocchi lo stallo in cui si trova il grande progetto del Quadrante di Tessera e il nodo, sempre critico, dello scambio di aree con la Save di Enrico Marchi. Tra le soluzioni c’è quella di aggirare il vincolo aeroportuale, condizionante, utilizzando per realizzare lo stadio e la cittadella dello sport le aree del Comune e altri terreni privati che potrebbe acquisire direttamente Korablin. Una partita, quella del Quadrante, che dopo i tentativi di accordo con Save della giunta Cacciari ha visto, invece, con l’amministrazione Orsoni rapporti raffreddati e limitazioni imposte dal Piano di assetto del territorio.

Mitia Chiarin

 

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