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SALVAGUARDIA – Intanto il Comitato No Mose rilancia la battaglia: «Ci costituiamo parte civile»

Nuovo blitz della Guardia di Finanza a Palazzo X Savi, sede del Magistrato alle Acque, con i baschi verdi che sono tornati, a una settimana di distanza, a visitare gli uffici dell’istituzione deputata al controllo del progetto Mose. Una lunga incursione investigativa mentre i vertici del Magistrato si trovano in visita a New York, insieme al sindaco di Venezia Giorgio Orsoni, per presentare al sindaco americano Michael Bloomberg il sistema progettato per la difesa dalle acque alte, nell’ottica dei cambiamenti climatici globali che si devono affrontare.

Nel frattempo l’Associazione ambiente Venezia ha annunciato di volersi costituire parte civile «alla fine delle inchieste legate al Mose e in processi futuri, qualora la desecretazione di 240 pagine determinasse il rinvio a giudizio di tecnici e politici». Il portavoce Luciano Mazzolin, liquidata come “ridicola comparsata” la prova di sollevamento delle paratoie di sabato, ha ribadito le critiche al sistema per la loro oscillazione».

«Del Mose non si sono mai voluti affrontare i veri problemi strutturali», ha detto l’ing. Vincenzo Di Tella. Che, citando un documento del Consorzio Venezia nuova, ha spiegato come dal ’97 fosse noto anche ai realizzatori dell’opera «che l’instabilità dinamica, in certe condizioni di moto ondoso, comprometterà l’efficacia delle barriere. E nei casi più estremi, l’integrità strutturale delle paratoie, che per il loro movimento incontrollato potrebbero andare in contatto con le basi di fondazione, con gravi conseguenze per le cerniere e le paratoie stesse». E richiamando lo studio Principia del 2009, «che ha confermato le oscillazioni in determinate condizioni d’onda e con mare irregolare», ha chiesto al Consorzio di dimostrare che le sue conclusioni sono sbagliate, o che il problema è stato superato. «Vogliamo tecnici super partes per il riconoscimento degli errori concettuali e varianti in corso d’opera», ha aggiunto Armando Danella. Mentre Cristiano Gasparetto ha sparato a zero sulle «autorità silenti» e il sindaco Giorgio Orsoni, «che a New York ha promosso una tecnologia vecchia e taroccata».

Presenti i consiglieri Beppe Caccia (In Comune), Renzo Scarpa (Misto) e Gianluigi Placella (M5S), che ha riproposto «l’audizione di Ambiente Venezia in commissione». E Sebastiano Bonzio (FdS), che in una sua interrogazione al sindaco ha chiesto di conoscere «il costo della cerimonia-farsa della prima movimentazione di 4 paratoie su 78».

Raffaella Vittadello-Vettor Maria Corsetti

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