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LA POLEMICA – Botta e risposta a distanza tra il primo cittadino e il numero uno del Marco Polo

IL SINDACO  «L’operazione dividendi indebolirà la Save»

IL PRESIDENTE SAVE  «Avanti così e creerà soltanto macerie»

Tra Orsoni e Marchi è un duello senza fine

Il consenso all’iniziativa di Marchi, che vuole creare un sistema aeroportuale del Nord Est aggregando Verona e Trieste, è generale ma non unanime. C’è anche chi pensa che Enrico Marchi stia lavorando contro gli interessi del territorio, come il sindaco Giorgio Orsoni che, da New York, ha risposto alle nuove affermazioni del presidente di Save. Ieri mattina Marchi ha detto che, «andando avanti così, Orsoni creerà solo macerie; vedo che ogni giorno fa causa a qualcuno e questo non mi sembra un modo costruttivo di amministrare. Credo che la sua esperienza da sindaco sia molto deludente e non lo dico come presidente di Save ma come cittadino. E, come tale, spero gli altri cittadini sappiano sceglierne uno di migliore». Per Marchi non è importante il colore politico che avrà il nuovo sindaco («ci sono persone molto brave e capaci sia a destra sia a sinistra»), ciò che conta è che non sia Orsoni.

Il quale, dal canto suo, ribatte che «il compito di un amministratore è quello di fare l’interesse della città. Se questo non coincide con le mire espansionistiche e speculative di Marchi, ci dispiace ma andremo avanti comunque».

Il sindaco accusa Marchi di aver lasciato sulla carta tutti gli investimenti che aveva promesso per il territorio, e afferma di essere molto preoccupato perché «con la distribuzione dei dividendi annunciata in questi giorni il presidente di Save beneficerà esclusivamente proprio chi è andato in suo soccorso (per contrastare le scalate a Save ndr.)», e l’operazione «indebolirà Save e non le consentirà alcun serio investimento, anche in considerazione del forte indebitamento del gruppo a cui appartiene». Perciò Orsoni torna a chiedere ad Enac di «valutare seriamente l’affidabilità economico-finanziaria del suo concessionario».

Frizioni anche sulla seconda pista, che Marchi ha confermato essere in programma («e se poi non si farà, avremo comunque salvato una grande area verde di territorio»): Orsoni ricorda che «la necessità del rispetto per la seconda pista ha impedito la realizzazione degli impianti sportivi che la città aspetta da tempo. Confidiamo tuttavia che un’intesa diretta con Enac possa consentire di superare l’ostruzionismo messo in atto da Save».

Ostruzionismo che si è manifestato, secondo Orsoni, verso tutte le scelte urbanistiche fatte dalla città su quell’area, «tutte quelle che non avrebbero consentito a Save forti speculazioni immobiliari o forti profitti da attività complementari a quelle aeroportuali, quali ad esempio i parcheggi. È proprio per la difesa dei parcheggi che, con un suo ricorso al giudice amministrativo, Save ha impedito la realizzazione del terminal acqueo di accesso alla città insulare».

 

IL COMITATO RESIDENTI TESSERA

«Save si disinteressa di chi abita qui»

Accuse al presidente: «Pensa solo allo sviluppo aeroportuale»

Sembra proprio che il presidente di Save Enrico Marchi non riscuota grande simpatia tra la popolazione di Tessera. Nonostante non perda occasione per ribadire che con il territorio gradirebbe avere un rapporto costruttivo e meno conflittuale e faccia spesso dichiarazioni di grande apertura nei confronti delle rappresentanze locali, continua a ricevere critiche e molto di quello che dice e promette viene accolto dalla gente con sospetto.

Dopo l’attacco di martedì scorso da parte del Partito Democratico che lo ha accusato di atteggiamenti «padronali ed arroganti», ieri è stata la volta del Comitato residenti Tessera-Ca’Noghera-Campalto, che attraverso un comunicato a firma dei portavoce Deborah Onisto e Cesare Rossi, lo incolpa di non avere attenzione per i residenti.

Secondo il comitato Marchi non si preoccuperebbe della devastazione ambientale e delle ricadute sulla salute e sulla vita dei residenti provocate dall’attività aeroportuale, perché «gli interessa solo sviluppare all’infinito le potenzialità dello scalo veneziano creando infinita ricchezza per un territorio non meglio precisato. Lo conferma il fatto – spiegano i portavoce – che il Masterplan contiene una quantificazione quasi maniacale di tutte le nuove opere e delle relative spese dal 2015 al 2030: nulla o quasi nulla  riguardo le opere e la specifica analitica delle spese per la salvaguardia ambientale e la tutela della salute».
Il Piano per lo sviluppo dell’aeroporto a detta di Onisto e Rossi «comprende, furbescamente solo la previsione dell’aumento fino a 15 milioni entro il 2030 del numero dei passeggeri che notoriamente non fan rumore e non inquinano l’atmosfera, ma non riporta quanti voli sopra la testa dei residenti di Tessera, Campalto e Cà Noghera serviranno per trasportarli».
Marchi è accusato anche di fare demagogia. «Chiediamo da anni a Save di spendere soldi per la riduzione del rumore e la compensazione ambientale – si legge – e Marchi demagogicamente si offre ora di sostenere le spese per allargare l’asilo di Tessera. Ma non perché ci sia una accertata esigenza da parte dei genitori residenti, ma per agevolare le dipendenti dell’aeroporto (nella quasi totalità non residenti a Tessera, Cà Noghera e Campalto) che eventualmente trovassero comodo l’asilo vicino al posto di lavoro».
Il documento chiude con un invito alla Municipalità di Favaro, ovvero a non avallare progetti di sviluppo del Marco Polo se non rigidamente e chiaramente ancorati al principio del rispetto per l’ambiente e per la vita dei residenti nell’intorno aeroportuale.

Mauro De Lazzari

 

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