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MIRANO – «Trenitalia prende più soldi dalla Regione ritardando i treni, tutto ciò è aberrante. A rimetterci siamo solo noi». Sta suscitando molti malumori tra i pendolari il rapporto regionale dell’Osservatorio sulla spesa relativo al traffico ferroviario. Il documento sottolinea varie criticità tra cui la “fatturazione” a ore e non più a chilometro: il contratto incentiverebbe dunque Trenitalia ad aumentare i tempi di percorrenza.

Così, secondo molti pendolari, si spiegherebbe il fatto che in sette anni la tratta Mestre-Padova sia passata da 26 a 40 minuti di percorrenza. Tanto basta per mandar su tutte le furie gli utenti della stazione Mira-Mirano, la più frequentata del comprensorio. A farsi portavoce della rabbia dei pendolari è l’ex consigliere comunale miranese Luigi Gasparini, in settimana il consigliere regionale Pietrangelo Pettenò (Federazione della Sinistra) presenterà invece un’interrogazione chiedendo che venga rivisto il contratto di trasporto ferroviario.

«Spesso mi sono sembrate strane le soste interminabili ad un passo dalla stazione o le porte che si aprono dopo qualche minuto. Ora i miei sospetti si stanno tramutando in realtà» sbotta Filippo, 48enne operaio.

Sconsolato Matteo, studente 26enne: «All’amara quotidianità della vita del pendolare mancava giusto il sospetto della malafede».

Laura, 38enne, protesta da anni: «Al primo posto deve esserci il servizio, non la logica del profitto. È assurdo: ogni anno aumentano il costo dell’abbonamento ma pure i tempi di percorrenza».

(g.pip.)

 

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