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TRENI. UNA DELEGAZIONE IN LAGUNA

VENEZIA – Treno fa rima con disagio. Treno fa rima con discordia. Treno fa rima con protesta. Una staffetta di «pendolari indignati» partiti da Milano è approdata ieri a Venezia Santa Lucia con il treno interregionale 2089, per portare al Consiglio regionale del Veneto la voce di migliaia di studenti e lavoratori che dal 15 dicembre rimarrebbero appiedati, a causa della soppressione degli interregionali Milano-Venezia prevista dal nuovo orario cadenzato.

Arrivati a Palazzo Ferro-Fini, sede del Consiglio regionale, hanno consegnato un megabiglietto ferroviario a rappresentare l’insostenibile aumento di costi che subirebbero i pendolari in caso di soppressione dei treni per servirsi solo delle costose Frecce bianche; e le 26mila firme raccolte online.

Oggi da Milano dalle 6.25 ai 25 di ogni ora partono treni regionali che arrivano fino a Verona. Di questi 15 treni, 4 proseguono fino a Venezia. Sono gli unici treni a corso regionale che non si fermano in tutte le stazioni e sono pagati dal Veneto, con un costo di 10,7 milioni. Nella soluzione della Regione alla soppressione dei quattro treni fa da contraltare la promozione di convogli 13 veloci sulla tratta Venezia-Verona. Ma alla vicina Lombardia la soluzione non va proprio a genio.

 

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