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ISTITUTO VENETO

Per anni era finita in un cassetto. Sostituita da studi «fatti in casa» ad uso e consumo delle grandi opere. Adesso la Commissione scientifica per lo studio di Venezia e della sua laguna torna a nascere.

L’ha riportata in vita il presidente dell’Istituto veneto di Scienze, Lettere ed Arti Gian Antonio Danieli, che sta provando a rilanciare l’Istituto e la sua comunità scientifica come «ente al di sopra delle parti».

Esperti nei diversi campi della cultura, dell’ingegneria e della salvaguardia che possono dare il loro contributo per la conoscenza e per prendere decisioni utili alla collettività. La commissione è formata di cinque membri, tutti soci illustri dell’Istituto con sede a palazzo Franchetti Cavalli, oltre al presidente Danieli.

Sono il professor Luigi D’Alpaos, ingegnere idraulico ed esperto in problemi lagunari, a cominciare dall’erosione e dalla circolazione idraulica; il professor Ignazio Musu, economista di Ca’ Foscari, uno dei cinque esperti che dieci anni fa aveva dato il via al progetto Mose; il professor Gherardo Ortalli, docente di Storia medievale all’Università Ca’ Foscari, per anni consigliere nazionale di Italia Nostra: il professor Andrea Rinaldo, ingegnere idraulico, docente al Politecnico di Losanna; il professor Francesco Vallerani, docente di Geografia a Ca’ Foscari.

La commissione ha già cominciato i suoi lavori mettendo a confronto, qualche giorno fa, diverse teorie sullo sviluppo del traffico delle grandi navi in laguna e sulle alternative proposte.

«Cerchiamo di confrontare le diverse posizioni su basi scientifiche, com’è nella migliore tradizione dell’Istituto», spiega il professor Gherardo Ortalli, tra i promotori dell’iniziativa, «dando voce a tutti e non soltanto a coloro che detengono le leve del potere o della comunicazione».

(a.v.)

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