Segui @OpzioneZero Gli aggiornamenti principali anche su Facebook e Twitter. Clicca su "Mi piace" o "Segui".

Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di terze parti per rendere migliore l'esperienza d'uso degli utenti. Continuando la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni cliccare qui

 

Il sindaco Checchin accusa la Regione sulla rimozione delle centraline Arpav

Passante: oggi a Mirano il Consiglio comunale, giovedì Pavanello da Chisso

MIRANO – Spinea soffoca, Mirano attende. Comuni traditi dalla Regione, con la mani legate dai bilanci e dalla burocrazia, ma non certo imbavagliati. Si cerca di contenere i disagi del Passante che per il quinto inverno consecutivo si affacciano nel Miranese, portando in dote tutti i dubbi sulle mitigazioni e le soluzioni post-operam.

Spinea. Dopo lo sfogo del sindaco Silvano Checchin, che ha lamentato la rimozione della centralina di rilevamento degli inquinanti al Villaggio dei Fiori, il Comune si prepara a varare per l’ennesima volta misure di limitazione al traffico nella speranza di limitare, anche se di poco, i veleni nell’aria.

«Rimane assurda la situazione della dislocazione delle centraline», rincara la dose Checchin, «posizionate in ogni luogo della regione, da Mestre a Marcon, ma non a Spinea dove più alta è risultata negli anni la concentrazione di polveri. Abbiamo il Passante che produce danni enormi e non solo non ci danno la cura, ma ci tolgono pure la diagnosi».

Concetti che Checchin ha espresso a chiare lettere anche nell’ultimo tavolo tecnico, che ha affrontato la questione dell’inquinamento in vista dell’inverno. Spinea farà la sua parte, con le solite limitazioni al traffico che partiranno il 4 novembre, la riduzione delle accensioni dei riscaldamenti domestici, il controllo delle emissioni industriali e almeno due domeniche ecologiche. Ma non basta: Checchin è tornato a richiamare tutti alle proprie responsabilità:

«Non si può far ricadere ogni decisione sui sindaci, capire i danni del Passante non spetta a noi. Non c’è, ad oggi, un monitoraggio definito in modo trasparente e costante post-operam della qualità ambientale e acustica e Arpav si attiva solo su esposti dei privati. La situazione è insostenibile perché scarica tutti i disagi sui cittadini».

Mirano. Intanto a Mirano “l’affare” Passante arriva questa sera in Consiglio, con un ordine del giorno della maggioranza che impegna il sindaco Maria Rosa Pavanello a perseguire tutte le strade consentite per il rispetto degli accordi: ampio mandato dunque per costringere la Regione ad adempiere ai protocolli firmati dal 2004 a oggi. Il documento, firmato dai capigruppo di Pd, Io Scelgo Mirano, Udc e Idv, chiede alla Regione di rispettare le firme quanto a piantumazione delle difese arboree e posa delle barriere fonoassorbenti, oltre alla realizzazione delle opere promesse, come piste ciclabili, riqualificazioni urbane e messa in sicurezza della viabilità ordinaria. Intanto dovrebbe essere giovedì il giorno in cui Pavanello vedrà l’assessore regionale alla Mobilità Renato Chisso, per parlare delle opere complementari, in quella che ha tutta l’aria di essere l’ultima spiaggia prima del muro contro muro: Mirano infatti ha già schierato gli avvocati e minaccia anche di scendere in strada se dalla Regione non arriveranno subito almeno 5 milioni dei 19 promessi.

Filippo De Gaspari

link articolo

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Copyrights © 2012-2015 by Opzione Zero

Per leggere la Privacy policy cliccare qui