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Grandi navi, la soluzione deve essere compatibile con l’ambiente lagunare

Andreina Zitelli – Consulente pubblico di Valutazioni ambientali

La ricerca di una soluzione per le grandi navi si arricchisce di idee e proposte ed è indubbio che tutti condividano il dato che la soluzione definitiva dovrà essere compatibile con l’ambiente lagunare.

In questo senso si rende indispensabile un esame obiettivo basato sulla garanzia procedimentale e su criteri ed elementi di tecnica valutativa relativa al quadro programmatico, al quadro progettuale e al quadro ambientale ed economico in cui si viene a collocare l’intervento di per sé complesso. Fa parte delle garanzie la definizione di chi possa o debba proporre i progetti, dove e a quale Organo pubblico i progetti debbono essere presentati, entro quale termine temporale, a quale livello progettuale debbano sviluppati, quali dati logistici ed economici di partenza debbano essere messi a disposizione di tutti i possibili concorrenti e quali i vincoli ambientali da rispettare.

Ad ora nessuna di queste pubbliche garanzie è stata messa in campo con trasparenza: la riunione di martedì prossimo dovrebbe far partire da questo imprescindibile punto della equità amministrativa.

Sui metodi valutativi, il decreto Clini-Passera non risponde ad alcuna di queste garanzie, e ancorché avvochi la valutazione di soggetti depositari di funzioni di controllo e gestione (segnatamente il Magistrato alle Acque e la Capitaneria di Porto) rimane il fatto che qualunque esame, anche a livello di “concorso di idee”, deve essere rimandato alla procedura ordinaria di valutazione.

Nel quadro normativo italiano ed europeo gli strumenti normativi non mancano: questo sono la VAS per il quadro complessivo di esame del piano di contesto e la VIA per le peculiarità progettuali e la valutazione degli impatti. Tanto più che nel caso della portualità veneziana manca, unico caso in Italia tra i grandi porti, un Piano regolatore che potrebbe essere prescritto, ora che si pone la necessità della generale revisione dell’intera logistica dei flussi commerciali e turistici, e la realizzabilità strategica di medio periodo.

Non è poi chiaro se i principali beneficiari economici del business delle navi da crociera – segnatamente gli armatori e gli operatori delle offerte turistiche – siano stati formalmente convocati a definire le loro strategie e responsabilità: sembrano siano beneficiari di una sussidiarietà pubblica, addirittura non richiesta. Ancora la Pubblica amministrazione deve definire chi debba sostenere i costi delle realizzazioni, e quali possano essere le condizioni amministrative di gestione, esclusive o concorrenti che possano essere. È quindi necessario che la procedura che deve portare alla soluzione sia ancorata alla trasparenza e non alla discrezionalità e debba, in un quadro di libera impresa, porre tutti i soggetti interessati sullo stesso piano, individuando chi ha il beneficio e quindi la responsabilità economica della soluzione, nel rispetto dell’ambiente lagunare, dei Piani e Programmi e degli strumenti urbanistici vigenti.

 

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