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Nuova Venezia – Orsoni “Grandi navi, obiettivo raggiunto”

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

12

nov

2013

 

Il sindaco illustra in consiglio comunale le decisioni del vertice tenutosi a Roma

«Sulla vicenda del passaggio delle Grandi navi da crociera in bacino di San Marco e lungo il canale della Giudecca abbiamo costretto il Governo a prendere delle decisioni immediate e a prevedere una soluzione strategica definitiva».

Così ha esordito ieri il sindaco, Giorgio Orsoni, in apertura delle seduta del consiglio comunale (tenutosi nel municipio di Mestre) al quale – come previsto dalla delibera approvata nel luglio scorso all’unanimità – doveva un resoconto della sua partecipazione al tavolo interministeriale, tenutosi a Roma il 5 novembre scorso e conclusosi con il varo del piano per «mitigare il traffico nel Canale della Giudecca e il bacino di San Marco».

Il piano approvato dal Governo prevede dal 1° gennaio 2014 lo stop al passaggio dei traghetti, stessa data per la riduzione fino al 20% rispetto al 2012 delle crociere di stazza superiore a 40mila tonnellate. Tra un anno divieto definitivo alle navi da crociera superiori a 96mila tonnellate di stazza. Malgrado il piano governativo non abbia preso nemmeno in considerazione la proposta del comune di Venezia, avversata dall’Autorità Portuale, di realizzare una nuova Stazione Marittima a Porto Marghera, il sindaco si è detto soddisfatto delle decisioni prese di comune accordo dai ministeri competenti che, finalmente, delineano «un piano di interventi per risolvere un problema, come il passaggio delle grandi navi da crociera in bacino di San Marco, a poche decine di metri dalla piazza e i suoi magnifici e antichi palazzi, che sta dividendo in due la città sotto gli occhi del mondo».

«A Roma ci siamo andati con un preciso e unanime mandato dell’intero consiglio comunale che aveva precedentemente votato un apposito e circostanziato ordine del giorno» ha spiegato Giorgio Orsoni «In quest attesa occasione una decisione è stata presa e ora invito tutti i consiglieri a vigilare tenendo presente che il mondo ci guarda». «Non parlo di vittoria» ha precisato il sindaco «ma di un primo passo per la città che permette di tutelare il suo tessuto ma anche i posti di lavoro connessi all’attività crocieristica».

Orsoni ha quindi spiegato che in sede di valutazione dell’impatto ambientale (Via) del progetto strategico di scavo del canale Contorta Sant’Angelo (per permettere alle navi più grande di raggiungere l’attuale Marittima senza percorrere tutto il Canale dei Petroli) saranno comunque prese in esame anche le altre proposte, a cominciare dal possibile scavo di un canale sul canale sul lato opposto della Giudecca e di nuovo attracco off-shore alle bocche di porto delle laguna.

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L’OPINIONE

Ecco cosa implica la decisione sulle grandi navi

di Paolo Lanapoppi – Vicepresidente di “Italia Nostra” sezione di Venezia

A qualche giorno dalla sua pubblicazione, e dopo che ogni gruppo coinvolto si è espresso anche sui media, è ora possibile offrire un’interpretazione realistica del significato della decisione del comitato interministeriale sulle navi da crociera a Venezia.

Prima una parola sulle dichiarazioni pubbliche. La maggior parte dei media hanno presentato la cosa come un successo del rispetto per l’ambiente. “Fuori le navi dalla laguna”, “Via i giganti del mare” sono alcuni dei titoli, del tutto fuorvianti, usciti sulla stampa. “Si perderanno 2500 posti di lavoro” lamenta un comitato sostenuto dal Terminal Crociere, trascurando di dire che, eventualmente, sarebbe una cosa di pochi mesi e confermando l’impressione che il governo abbia agito con severità contro i violatori dell’ambiente. La giusta interpretazione la dà invece il presidente del Porto, Paolo Costa, vero trionfatore del giorno: “Tutte le navi verranno a Venezia, senza limiti”, ha dichiarato alla stampa.

Sulla decisione del Comitato esiste per ora solo un sintetico documento di una paginetta, che abbiamo già presentato sul sito web di “Italia Nostra”. Ma è oggi possibile offrirne un’interpretazione definitiva, in attesa del decreto o dei decreti che saranno emanati.

1) Viene confermato che le grandi navi approderanno alla Marittima, nella Venezia insulare e a pochi metri dalle abitazioni del quartiere di Santa Marta. Questa era la seconda cosa contro la quale si erano mobilitati tutti i comitati e le associazioni, compresa Italia Nostra (la prima, parzialmente accolta, era proibire il passaggio a pochi metri da San Marco). Avremo dunque le navi giganti in città, e per arrivarci attraverseranno la Laguna, che sarà sventrata con lo scavo di un “canale” che si potrebbe chiamare un fiordo artificiale. Nella Marittima saranno libere di tenere i motori accesi emettendo i loro fumi sulla città e di scaricare centinaia di migliaia di passeggeri verso i luoghi monumentali con l’uso di taxi acquei e di altri mezzi di trasporto sui canali principali e secondari.

2) Per arrivare alla Marittima: per adesso si continua come prima, passando per San Marco. Da novembre 2014 “solo” le navi inferiori a 96 mila tonnellate potranno avere quel privilegio, e dal 2015 solo quelle inferiori a 40 mila. Le altre dovranno aspettare l’apertura del canale-fiordo detto Contorta.

3) Il Porto conta di poter approntare il canale-fiordo in due anni a partire da oggi. Dunque il “sacrificio” riguarda solo un anno, e le compagnie di crociera avranno la compiacenza di adattarsi (salvo deroghe, si potrebbe aggiungere).

4) Poi ci sono delle piccole transitorie concessioni, come una riduzione dei passaggi nel prossimo inverno, già prevista d’altronde per altre ragioni legate ai lavori del Mose, e una riduzione dei passaggi nel prossimo anno “fino al 20 per cento”, dove non si capisce quel “fino a”: anche lo zero per cento sarebbe incluso! (Poi Paolo Costa ha chiosato: dal 10 al 20 per cento).

5) Il decreto non accenna a problemi come lo sventramento della laguna, l’inquinamento di acqua e aria, la vita degli abitanti del quartiere di Santa Marta, l’eccesso di turisti in una città già super-oberata, l’orrore estetico e d’immagine per una città che il mondo ama per le sue dimensioni “a misura d’uomo”.

Ma d’altra parte è vero che questa “misura” sarà presto superata, se il sindaco era d’accordo con l’idea della Torre di Cardin e ora ha solo “qualche perplessità” sulla ruota panoramica delle mega-giostre proposte da Zamperla.

Se noi veneziani non ci opponiamo, diventeremo sempre più i pastorelli e le lavandaie di un presepe decorativo ai piedi di grandi montagne di ferro e di cemento.

 

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