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Nuova Venezia – “Le inchieste non toccano il Mose”

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

15

nov

2013

Il direttore del Consorzio Venezia Nuova Hermes Redi si difende in commissione a Ca’ Farsetti

VENEZIA – Il Consorzio Venezia Nuova va avanti – sino a Mose concluso e oltre, con i primi anni di manutenzione – e i possibili reati commessi da esponenti di società coinvolte in esso, come il presidente di Mantovani Pier Giorgio Baita, riguardano i singoli dirigenti e non le stesse società, che non possono certo essere sospese dall’attività per questo, «anche perché vi rendete conto di che cosa è in gioco».

È stata questa l’orgogliosa difesa del direttore del Consorzio Venezia Nuova Hermes Redi – sottoposto ieri a Ca’ Farsetti a una sorta di “processo”, se pur garbato – alla sua associazione d’imprese, dai consiglieri comunali della commissione d’indagine sulle attività della Mantovani (che ha il 34 per cento del Consorzio e ne è il socio di maggioranza, seguito dalla Mazzi con il 30 per cento) e sui suoi rapporti con il Comune.

Tra i temi più “caldi” quelli su prezzi e costi del Mose, oltre che sulla trasparenza degli appalti affidati tra i soci senza gara, proprio perché il Consorzio è concessionario unico dello Stato per le opere di salvaguardia e non ha, dunque, concorrenza esterna, che potrebbe determinare ribassi d’asta.

Ma l’ingegner Redi ha ricordato come il Consorzio sia nato con questa formula o con questa associazione d’imprese – inizialmente concorrenti – proprio per realizzare un’opera di enorme complessità come il Mose che nessuno da solo era in grado di affrontare.

«Non è vero che i prezzi del Mose sono stati aumentati – ha sottolineato – perché sono quelli fissati nel 2005, cresciuti solo per l’adeguamento dei costi di acciaio e calcestruzzo e per le richieste di interventi aggiuntivi e compensativi fatte dall’Unione Europea».

Ma, su osservazione del consigliere della Lista in Comune Beppe Caccia, ha dovuto riconoscere che è stato riconosciuto al Consorzio un adeguamento del 12 per cento sulle spese generali che su un costo totale dell’opera di 5 miliardi e 400 milioni di euro, fanno circa 600 milioni.

Per il futuro, Redi ha chiarito che il Consorzio Venezia Nuova verrà sciolto una volta completato il Mose e assicurato fino al 2016 un primo periodo di manutenzione.

Ma dopo? Jacopo Molina del Pd ha fatto notare che Thetis – società controllata dal Consorzio e di cui è amministratore delegato lo stesso Redi – si starebbe attrezzando per ereditare, in cordata con altre imprese, la futura gestione della manutenzione, quando andrà a gara, ma Redi non ha confermato questi possibili scenari, pur senza escluderli.

Ma il direttore del Consorzio – come sottolinea lo stesso Caccia – ha comunque dato la disponibilità a un pubblico confronto tecnico sul rischio “risonanza” per le paratoie delle dighe mobili, denunciato in questi ultimi anni da autorevoli voci e sempre negato dai costruttori del Mose. La Commissione sentirà prossimamente anche i presidenti del Magistrato alle Acque che si sono susseguiti in questi anni, anche per sapere di più sui collaudi e sui ruoli professionali di chi li ha svolti. Un argomento su cui sta indagando anche la magistratura.

Enrico Tantucci

 

il cantiere

Conclusione nel 2016

Il completamento e la messa in funzione delle barriere del Mose resta previsto per il 2016, con un grado di avanzamento dei lavori stimato oggi a circa l’80 per cento del totale. I prossimi interventi prevedono, da novembre, il “varo” delle strutture di alloggiamento per la barriera di Lido sud. Le strutture sono state realizzate sul terrapieno provvisorio allestito alla bocca di porto di Malamocco e saranno messe in mare con una grande piattaforma (la più grande del mondo di questo tipo) che funziona come un gigantesco ascensore.

Quindi, alla fine del 2013, si partirà anche con la barriera di Chioggia, con le prime operazioni funzionali al “varo” e all’installazione delle strutture di alloggiamento.

Quindi, dal 2014 è prevista l’ultimazione delle paratoie del Lido e l’avvio di quelle previste a Malamocco. Nel primo caso saranno ultimate entrambe le barriere di difesa alla bocca di porto del Lido. Nel secondo, saranno varate e posizionate nel fondale le “basi” della barriera di Malamocco.

 

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