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Mira. Il sindaco Maniero e l’assessore Claut categorici: l’opera non serve

Per evitare allagamenti meglio puntare sulla manutenzione della rete idrica

MIRA – Il Comune di Mira dice no al completamento dell’idrovia Padova-Venezia e punta invece sulle manutenzioni del sistema idraulico locale per evitare allagamenti nel territorio della Riviera.

A dirlo sono il sindaco Alvise Maniero e l’assessore ai Lavori pubblici Luciano Claut: «Contro gli allagamenti servono progetti concreti, fondati su studi attenti delle criticità e non su sterili slogan. Noi lavoriamo per questo, perché con le parole non si ferma l’acqua. Ci mancano anche le umili manutenzioni essenziali contro il rischio idraulico: prima di svenarsi in mega-opere chiedere una riflessione è un dovere, non una colpa».

Mira respinge come ridicole le accuse di essere sorda all’emergenza idraulica. «Alla nostra sicurezza idraulica serve una mega-opera larga come tre autostrade», si chiedono Claut e Maniero, «o dovremmo forse recuperare la manutenzione essenziale, che viene fatta mancare da lustri? Mira non è indenne da emergenze idrauliche e da allagamenti e per questo siamo sensibili a cercare la soluzione per questi problemi. L’amministrazione di Mira appena insediata fu da più parti investita del problema del completamento dell’idrovia».

Sindaco e giunta si recarono nel luglio 2012 dal professor D’Alpaos per chiedere indicazioni sulle valenze dell’infrastruttura, mai completata. Diverse domande non trovarono risposte.

«È da qui», spiega il sindaco di Mira, «che nasce la nostra incertezza verso l’idrovia, tanto più che un progetto di completamento non è ancora agli atti e pertanto è difficile esprimersi».

«Prima ancora che dal completamento dell’idrovia», osservano Maniero e Claut, «la sicurezza idraulica deriva da una serie di condizioni ineludibili. La prima è la manutenzione della rete esistente, da decenni assente e drammatica. Una manutenzione orientata a risolvere questioni di aumentata capacità di invaso, trattenimento e deflusso».

Altra questione per il Comune di Mira riguarda il rispetto del territorio, il consumo di suolo, gli impatti sulle campagne, sulla rete minore e sulla laguna, una condizione “nuova” rispetto agli anni in cui l’idrovia fu concepita.

«Non serve essere geni», conclude Maniero, «per sapere che per finire l’idrovia ci vorranno, oltre che ingenti capitali, almeno vent’anni. E in questo periodo sarà Mira allora responsabile dei problemi idrogeologici? O lo sarà invece chi ha preferito dirottare miliardi verso l’ennesima grande opera piuttosto che in un’azione puntuale di manutenzione del territorio?».

Alessandro Abbadir

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