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VENEZIA – Vanno a giudizio i vari tasselli della maxi-inchiesta per frode fiscale – per un giro di false fatturazioni – che in primavera aveva fatto scattare le manette, tra gli alti, ai polsi dell’ex potente presidente della Mantovani Piergiorgio Baita, ora in libertà.

Nei giorni scorsi, Mantovani e Adria Infrastrutture hanno saldato tutti i loro debiti fiscali con l’Agenzia delle entrate – tasse sul “tesoretto nero” costruito da Baita, grazie a un giro di false fatture intestate a Mantovani emesse da imprese compiacenti e complici come la stessa Adria – versando circa 6 milioni di euro nelle casse dell’Erario, comprese sanzioni e interessi, come conferma l’avvocato Alessandro Rampinelli.

A questo punto non ci dovrebbero più essere ostacoli al patteggiamento della pena concordato tra accusa e difese: un anno e dieci mesi per Baita, un anno e quattro mesi per Claudia Minutillo (ex segretaria del governatore Galan poi alla testa di Adria Investimenti), un anno e due mesi ciascuno per Nicolò Buson (direttore amministrativo Mantovani) e William Colombelli (Bmc Brooker, cartiera fabbrica-fatture con sede a San Marino). Udienza il 5 dicembre: ultima parola al giudice Vicinanza.

Nei giorni scorsi, intanto, i pubblici ministeri Stefano Ancillotto e Stefano Buccini hanno chiesto il processo con rito immediato – senza udienza preliminare – per l’ex vice questore bolognese Giovanni Preziosa e l’imprenditore della sicurezza Manuele Marazzi, accusati a vario titolo di essere a libro paga di Baita per effettuare su richiesta controlli non autorizzati sulla banca dati delle forze dell’ordine su persone in affari con la “cricca” e pressing sul presidente della commissione di Valutazione ambientale regionale Silvano Vernizzi, per dare il via libera a un progetto Mantovani. I pm sono convinti di avere tutte le prove in mano per saltare l’udienza preliminare e il gup Alberto Scaramuzza ha autorizzato il processo immediato, fissandolo per il 13 gennaio davanti alla seconda sezione del Tribunale della difesa. Ora gli avvocati della difesa – Alessandro Pellegrini e Renato Alberini per Preziosa (tuttora detenuto a Verona) e Caterina Caterino per Marrazzi – hanno 15 giorni di tempo per chiedere eventualmente il rito abbreviato o accettare il processo immediato.

Roberta De Rossi

 

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