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I guai non vengono mai soli. E se le compagnie delle navi da crociera sono già in fibrillazione per i reali contenuti dell’ultimo decreto del Governo e per capire che fine farà l’approdo a Venezia, ora ci si mettono pure i portuali di Marghera a creare problemi. Minacciano di bloccare le navi piene di turisti che da qui ad aprile arriveranno a Marghera a causa della chiusura della bocca di porto del Lido per i lavori di posa delle paratoie del Mose.

«Noi non vogliamo creare problemi ma non possiamo accettare che per salvare le navi bianche si tolga lavoro ai portuali che già patiscono la crisi del porto commerciale» spiega Toni Cappiello, segretario della Filt-Cgil.

A differenza degli ambientalisti, i portuali non le chiamano grandi navi ma navi bianche, come fossero balene. Al di là del nome gli scaricatori e tutti gli altri impiegati nei terminal di Marghera non ne fanno una questione estetica o ambientale ma pratica, di lavoro.

«Una nave è una nave, qualsiasi cosa trasporti, e se arriva ad un terminal della terraferma dev’essere scaricata dai portuali e non dai dipendenti di Vtp, la Venezia terminal passeggeri di Marittima» continua Cappiello: «E invece succede proprio questo, con l’eccezione del terminal Vecon che ospita i traghetti e ha imposto che vengano serviti dal proprio personale».

I portuali sono sul piede di guerra e si stavano già organizzando per domani, giorno in cui era previsto l’arrivo della prima nave da crociera a Marghera. Le pessime condizioni meteo, però, hanno fatto slittare di una settimana l’inizio della posa della prima paratoia del Mose, per cui la bocca di porto del Lido rimane aperta. La battaglia, però, è solo rinviata. Da qui a dicembre sono cinque le navi che ormeggeranno alle banchine della terraferma. Principalmente sono due i terminal destinati allo scopo, Tiv (che tra l’altro è posseduta in parte da Msc di Aponte che ha anche navi da crociera) e Vecon, poi ci sono Tri e Multi Service ma in secondo piano.

«Al Tiv approdano già un paio di navi nei giorni del Redentore, quando il canale della Giudecca è chiuso. Preparano una via preferenziale delimitata da colonne di container, stendono una corsia rossa e mettono all’opera stuart e hostess di Vtp – continua il sindacalista -. Il problema è che quando ormeggia una nave da crociera, non c’è più lavoro per il porto perché le navi container o per merci varie non possono attraccare. Per cui le navi da crociera spettano a noi».

Non potete bloccare le navi, rischiate una denuncia. «Chiaro che non le bloccheremo ma se non si troverà un accordo abbiamo mille modi per manifestare e rallentare all’infinito tutte le operazioni».

 

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