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L’ECONOMIA, LA LAGUNA

GRANDI NAVI – Interrotti i transiti per i lavori del Mose

CONTORTA CONTESTATO – Intervento dell’Istituto Veneto di Scienze, lettere ed arti

In una lettera ai ministri chiedono studi più approfonditi

Un invito a ripensare allo scavo del canale Contorta, per non «ripetere l’errore» del canale dei Petroli che tanto ha danneggiato la laguna. Nel giorno in cui si sono ufficialmente interrotti i passaggi delle grandi navi in Bacino, a causa dei lavori del Mose alla bocca di porto del Lido, a riaccendere il dibattito ci pensa l’Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti che, attraverso una sua commissione di esperti, esprime così tutti i suoi dubbi sulla soluzione scelta per allontanare i giganti del mare da San Marco. Per l’occasione l’Istituto ha voluto ricostituire quella commissione di studio sui problemi della città e della laguna che era stata attiva tra il ’60 e il ’95. Al suo interno, oltre al presidente dell’Istituto, Gian Antonio Danieli, due ingegneri idraulici come Luigi D’Alpaos e Andrea Rinaldo, l’economista Ignazio Musu, lo storico Gherardo Ortalli, il geografo Francesco Vallerani. Sei accademici, dunque, che riunitisi la settimana scorsa, hanno deciso di scrive a tutti coloro che hanno un qualche ruolo di governo sulla materia: tra gli altri, i ministri Lupi, Orlando e Bray, il direttore regionale per i beni culturali Soragni e la soprintendente Codello, il presidente del Magistrato alle acque Daniele, il sindaco Orsoni, il presidente dell’Autorità portuale Costa.
Un documento articolato che parte dal tema di «uno sviluppo sostenibile di Venezia e della sua laguna».

Fondamentale, per la commissione, è «arrivare ad una adeguata regolazione e qualificazione dei flussi turistici, del cui sviluppo senza controllo l’attuale attività crocieristica è manifestazione».

E di fronte alla soluzione Contorta, il timore è di «ripetere l’errore del canale Malamocco-Marghera, realizzato con una progettazione carente – scrivono i saggi -, senza alcuna verifica delle criticità indotte, senza monitorare gli effetti dell’opera rispetto al regime delle correnti di marea e all’evoluzione morfologica neppure negli anni successivi alla sua realizzazione, nonostante chiare indicazioni di autorevoli studiosi».

Ora la commissione chiede che per il nuovo canale ci sia, invece, un «confronto tra diverse proposte», con un approfondimento sugli effetti dell’opera attraverso «indagini teoriche», ma anche «studi di tipo sperimentale».

I saggi chiedono anche di procedere comunque alla «neutralizzazione degli impatti del canale Malamocco-Marghera, auspicata dal lontano 1979 e mai realizzata» e bocciano, da subito, qualsiasi confinamento di questo, come del nuovo canale, con «materiali inadatti alla laguna».

Roberta Brunetti

 

Maniero e Claut sono contrari ai nuovi scavi: «Stop al progetto, i Comuni vanno coinvolti»

MIRA – «Siamo contro lo scavo dei canali Malamocco e Contorna-S.Angelo: la Commissione Salvaguardia sospenda l’esame dei progetti e venga convocato un tavolo tecnico di confronto con i comuni».

Il Comune di Mira è contrario al progetto: il sindaco Alvise Maniero e l’assessore all’Urbanistica e Lavori Pubblici Luciano Claut, entrambi del Movimento 5 Stelle, hanno scritto nei giorni scorsi ai ministri dell’Ambiente e delle Infrastrutture, ma anche al presidente della Regione Luca Zaia, alla commissione di Salvaguardia e alla Commissione Regionale VAS, ai presidenti del Magistrato alle Acque e dell’Autorità Portuale nonché ai sindaci di Venezia e del Cavallino.

«Si tratta di due interventi che porteranno allo smembramento della laguna di Venezia e a trasformazioni incompatibili con le caratteristiche ambientali e morfologiche della laguna e con l’intero impianto legislativo di Salvaguardia», – spiegano Maniero e Claut in quanto prevedono, a protezione dei bassifondi degli ambiti lagunari limitrofi, scogliere e grandi casse di colmata arginate che nulla hanno a che vedere con la laguna e la sua morfologia.

«La laguna di Venezia verrà così tagliata da profondi canali portuali e dalle relative opere di contenimento – spiegano Maniero e Claut – aumenterà l’afflusso di navi di vario genere, comprese le grandi navi fino a 340 metri di lunghezza per 45 metri di larghezza».

Poiché si tratta di opere che coinvolgeranno anche parte della laguna di fronte a Mira, sindaco e assessore chiedono la convocazione di un tavolo di confronto.

«La Commissione di Salvaguardia deve sospendere il procedimento di valutazione del progetto di marginamento del Canale Malamocco-Marghera – sottolineano Maniero e Claut. – Chiediamo che entrambi i progetti siano rinviati al procedimento di formazione del Piano Regolatore Portuale e alla necessaria intesa con i Comuni interessati; che sia attivata la verifica di assoggettabilità a Valutazione Ambientale Strategica e la VIA presso il Ministero dell’Ambiente».

Luisa Giantin

 

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