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LA RICHIESTA DELLA COMMISSIONE

DOLO – Un nuovo atto in difesa delle strutture dell’ospedale cittadino è stato protocollato ieri mattina dai membri della commissione ospedale del Comune.

La commissione, presieduta da Vincenzo Crisafi e composta da Paolo Menegazzo e Giorgio Gei, si era riunita urgentemente la scorsa settimana dopo l’approvazione delle schede ospedaliere da parte della Regione e aveva deciso di presentare una richiesta di ordine del giorno.

Il documento, che potrebbe essere discusso e approvato già nel consiglio comunale in programma giovedì, chiede che la giunta comunale intervenga per salvaguardare le aree ospedaliere di Dolo.

«Chiediamo che la giunta», si legge nel testo, «si impegni a modificare, entro fine anno, le destinazioni d’uso dei progetti norma 12 e 13 che riguardano le aree dell’ospedale di Dolo. Aree che devono tornare ad avere la loro originale destinazione sociosanitaria».

I terreni in questione sono quelli più “vecchi” e si trovano nella zona sud-est del plesso ospedaliero.

(g.pir.)

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NOALE – Oggi in Consiglio si parla di ospedale e servizi sanitari 

NOALE – Attivare subito i 40 posti dell’ospedale di comunità e mantenere l’Unità Territoriali di Assistenza Primaria (Utap). Questi i due punti essenziali dell’ordine del giorno che arriverà in Consiglio a Noale oggi (inizio ore 19) e presentato dal capogruppo della Civica dei noalesi Riccardo Michielan e da quello di Progetto dei noalesi Gianni Tegon.

Il documento nasce dopo la seduta straordinaria del 30 settembre, dove intervennero il direttore generale dell’Asl 13 Gino Gumirato e quello della Fondazione Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico (Irccs) San Camillo del Lido, Francesco Pierobon.

Oltre a questo, la città dei Tempesta proporrà di trasferire negli edifici ospedalieri tutti i servizi di dipartimento di Prevenzione aziendale e di costituire la palazzina dei servizi amministrativi-tecnico professionali aziendali e della direzione strategica, che porterebbe al trasferimento del personale da Dolo e Mirano.

Fermo restando, però, che Michielan e Tegon chiedono di mantenere il Pier Fortunato Calvi come polo riabilitativo, confermando e sviluppando anche la fisioterapia, le attività specialistiche di ambulatorio e di Medicina dello sport.

Alessandro Ragazzo

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