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Si allarga la protesta sui nuovi orari cadenzati, petizione all’assessore Chisso «Servono più corse per lavoratori e studenti». L’appoggio del sindaco di Oderzo

ODERZO – Gli utenti della tratta ferroviaria Treviso-Portogruaro hanno consegnato all’assessore regionale Renato Chisso ben 837 firme, raccolte in pochi giorni, per accompagnare le richieste di vedere mantenuti almeno gli attuali tre treni diretti da e per Padova alla mattina e alla sera, oltre alle corse che consentano di raggiungere Treviso per le 8 del mattino e di ritornare a Oderzo nel pomeriggio.

Anche il consiglio comunale di Oderzo, all’unanimità, ha approvato un documento che presenterà in Regione, insieme a tutti i Comuni dell’Opitergino mottense, per sostenere le richieste avanzate dagli utenti della tratta. Fra i consiglieri comunali di tutti gli schieramenti è emersa la sfiducia:

«L’orario cadenzato che ci è stato proposto appare irragionevole, contrario anche agli stessi interessi di Trenitalia», ha detto il sindaco Pietro Dalla Libera.

Intanto però i cittadini si sono organizzati, hanno formato un comitato “Oderzo si muove” ed hanno avviato la raccolta di firme per accompagnare le richieste che hanno messo nero su bianco e che hanno inviato alla Regione.

«Nel clima di incertezza che regna da qualche mese», scrivono gli utenti del treno,«noi pendolari che siamo costretti a prendere il terno per recarci al lavoro o a scuola, con la sottoscrizione del documento nell’imminenza del varo del nuovo orario chiediamo che al mattino vengano garantiti almeno tre treni che arrivino a Treviso entro le ore 7, 7.30 e 8, per garantire a tutti di raggiungere i luoghi di lavoro o le scuole. Chiediamo che nel primo pomeriggio partano da Treviso almeno due treni alle 13.15 e alle 14.15 per garantire il rientro degli studenti e dei lavoratori. Nel tardo pomeriggio dovrebbero partire da Treviso almeno tre treni alle 17.45, alle 18.30 e alle 19.30.

«Con il nuovo orario le partenze mattutine da Treviso si sono ridotte ad un solo treno, con orario impossibile: alle 6.20. Un treno che non serve ai i numerosi studenti e lavoratori, per cui si richiede che vengano mantenuti almeno gli attuali tre treni diretti della mattina e della sera», scrivono i portavoce dei pendolari.

Per tutti i consiglieri comunali di Oderzo, sembra che dietro alla proposta di orari così incongrua, apparentemente irragionevole, avanzata dalla Regione, si nasconda la volontà di sopprimere la tratta ferroviaria.

«Chiediamo alla Regione di approvare le nostre richieste, che sono quelle dei cittadini. Sembra che, con il nuovo orario, abbiano messo le corse quando nessuno le frequenta: è lecito pensar male?», conclude il sindaco di Oderzo.

Giuseppina Piovesana

 

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