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Mattino di Padova – “Metro” ancora sul binario morto

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

28

nov

2013

La partenza del collegamento ferroviario veloce Padova-Venezia prevista il 15 dicembre slitta almeno fino a metà 2014

Il collegamento «metropolitano» con Venezia non partirà neanche il 15 dicembre, in occasione dell’entrata in vigore del nuovo orario di TrenItalia, concordato con la Regione. La partenza del sistema metro ferroviario (costata fino ad oggi almeno 100 milioni) era stata programmata a giugno. Nelle ultime settimane di maggio la Regione aveva comunicato che, per motivi tecnici, era stata spostata al 15 dicembre. Ma proprio in questi ultimi giorni i dirigenti di TrenItalia (guidati dalla dottoressa Giaconia) e i colleghi della Regione (coordinati dal dottor Carli) hanno fatto sapere che il primo treno “metro” per Busa, Vigonza-Pianiga, Dolo, Mira-Mirano, Mestre e Venezia Santa Lucia partirà a metà 2014.

In effetti è stato realizzato il quadruplicamento dei binari sulla Padova-Mestre (27 chilometri), come il raddoppio della linea fra Padova-Camposampiero e Castelfranco.

È stata costruita la linea, nuova di zecca, tra Maerne di Martellago e Mestre, via Spinea.

E sono state edificate nuove stazioni ed eliminati decine di passaggi a livello. Sulla carta, sembrava tutto pronto. Invece, debutto rinviato una volta ancora. Nonostante l’impegno preso dalla Regione dieci anni fa, quando allo scalo di Vigodarzere con il cappello da capostazione Giancarlo Galan garantiva che il primo metrò sarebbe partito entro il 2010.

Ma per quali motivi la Smfr non viaggia? Secondo Rfi-Ferrovie dello Stato il sistema veneto è fermo ad un binario morto perché, nonostante la realizzazione completa della stazione giardino sul lato sud di Padova Centrale (da dove partirà, ogni quarto d’ora, un treno per Venezia) mancherebbe il collegamento tra il nuovo fascio di circolazione e la linea per Ponte di Brenta.

Di più: non sarebbe ancora pronta la nuova stazione di Busa di Vigonza, con il relativo parcheggio.

Secondo altri tecnici della Regione, il metrò è ancora in lista di attesa perché dalla Svizzera non sono ancora arrivati tutti i nuovi 24 treni Stadler, in via di acquisizione da tre anni.

In pratica, non ci sarebbero tutti i convogli regionali necessari ad attivare una vera e propria metropolitana tra Padova e Venezia.

Va ricordato poi che tanti nuovi treni ad alta frequentazione avranno 750 posti a sedere, altri 450 posti e solo due (più piccoli, a diesel) soltanto 175 posti perché entreranno in servizio sulle linee non elettrificate. A questo punto, visto che la partenza del metrò viene rimandata per la terza volta, il sindacato esprime un commento a muso duro.

«Ancora una volta Regione e TrenItalia hanno preso in giro i pendolari» sottolinea Ilario Simonaggio, segretario regionale della Filt-Cgil, «Non si parte neanche il 15 dicembre un po’ perché mancano gli allacciamenti in testa alla stazione di Padova e non ci sono ancora tutti i treni necessari. Ma, secondo me, non si accende il semaforo verde alla metropolitana regionale di superficie perché non ci sono ferrovieri a sufficienza per far correre i nuovi treni e la Regione non ha stanziato le risorse economiche che servono per far partire da Padova un metrò ogni 15 minuti».

Felice Paduano

 

Pigozzo e Niero (Pd) contro Chisso «Un comportamento sprezzante»

«E’ vergognoso che a pochi giorni dall’entrata in vigore dell’orario cadenzato ferroviario, l’utenza sia completamente all’oscuro di ogni informazione. L’assessore Chisso fornisca subito tutte le notizie che cittadini e Amministrazioni locali attendono con urgenza».

Bruno Pigozzo vicepresidente della commissione Trasporti, e Claudio Niero, consigliere regionale l Pd, fanno proprie le preoccupazioni dei pendolari e degli utenti .

«L’impegno della giunta Zaia era di comunicare se e quali miglioramenti all’orario erano stati accolti sulla base delle richieste presentate dai sindaci e dai territori. Ma a due settimane dal via, il silenzio è totale« evidenziano Pigozzo e Niero, «Sintomo di un comportamento sprezzante ed irrispettoso nei confronti dei pendolari che già subiscono quotidianamente disagi di ogni tipo».

 

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