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Gazzettino – Comuni senza piani di emergenza

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

30

nov

2013

PROTEZIONE CIVILE – Dopo l’affondo del prefetto Gabrielli (con qualche errore) contro i sindaci inadempienti

In Veneto l’86% virtuoso, in Friuli il 64%. A Vicenza e Pordenone manca ancora l’approvazione formale

Alluvioni, frane, terremoti. E un’Italia impreparata ad affrontare l’emergenza. L’affondo del prefetto Franco Gabrielli, capo della Protezione Civile, nell’istituzionalissima sede del Senato, è stato molto severo, due giorni fa, nei confronti di sindaci e Comuni.

«Sulla carta il 25% dei comuni italiani non ha uno straccio di piano di protezione civile. La metà degli altri vorrei vederli… Quindi gradirei che si facessero meno feste di piazza e più piani di protezione civile».

Un attacco condito di dati, che dimostrerebbero come una parte dell’Italia non è monitorata, non ha una macchina pronta a intervenire ed è priva di piani operativi. È davvero così?

Quei dati non sono del tutto corretti, anzi contengono qualche strafalcione, almeno a Nord Est. Ma è vero che una parte di amministrazioni non ha ultimato l’iter burocratico di approvazione dei piani. Una questione formale, visto che i piani di massima ci sono, ma non sempre.

VENETO VIRTUOSO. Nella geografia nazionale solo il 75 per cento dei Comuni ha i piani. Questo il dato illustrato al Senato da Gabrielli. Sopra tale soglia troviamo Valle d’Aosta e Molise (100%), Umbria e Marche (99%), Abruzzo, Puglia, Piemonte, Basilicata, Veneto (86%), Lombardia, Emilia Romagna, Toscana. Al di sotto c’è il Friuli Venezia Giulia (64%), con all’ultimo posto Lazio (40%) e Campania (39%).

CAPOLUOGHI SENZA. Nella black list spiccano i nomi di tre capoluoghi di provincia: Vicenza, Pordenone, e Trieste. Possibile? Da un punto di vista formale sì, ma non sostanziale. Il paradosso è quello di Vicenza che ha conosciuto la grande alluvione del 2010. Il piano (di 111 pagine) c’è, con planimetrie, foto aeree, algoritmi del rischio, serie storiche… È reperibile nel sito comunale. Ma non è stato ancora approvato. Fu licenziato dalla giunta nel marzo 2005, in attesa di approvazione del consiglio comunale. Poi l’alluvione costrinse a rivedere tutto e a riscriverlo. Ma questa versione ha dovuto ricominciare l’iter dei passaggi: Provincia, giunta comunale, consiglio comunale, Regione, protezione Civile. E così è ancora sulla carta, suscettibile di un uso operativo, ma non approvato. A Pordenone il piano è in corso di discussione da parte delle Circoscrizioni, in vista di una futura approvazione.

ERRORI. Un caso a parte è quello di Schio, 40 mila abitanti, in provincia di Vicenza. Il nome non risulta nella lista di Gabrielli. «Strano, perché è stato approvato nel 2011 un piano intercomunale con Santorso, San Vito di Leguzzano, Valli del Pasubio, Torrebelvicino, Monte di Malo». I nomi degli altri Comuni ci sono, quello di Schio no. Da pochi mesi si è aggiunta Piovene Rocchette.

BLACK LIST. In Veneto hanno un piano 497 Comuni su 581, ne mancano 84. In Friuli hanno un piano 139 Comuni su 218, ne mancherebbero 79. Virtuose solo Venezia e Rovigo con il 100% dei piani presentati e omologati.

«Questi numeri non significano che i piani in realtà non ci siano. – avverte Roberto Tonellato, responsabile della Protezione Civile in Veneto – In Regione i casi di piani completamente mancanti sono pochissimi. Negli altri casi i piani non hanno compiuto tutti i passaggi formali di approvazione». Per questo Vicenza e Pordenone sono nella black-list, anche se hanno conosciuto calamità che ne hanno drammaticamente rodato le capacità di intervento.

Giuseppe Pietrobelli

 

LA LISTA NERA – Nel Veneto ne mancano 84: 28 nel Vicentino e 22 nel Padovano. Ben 59 in provincia di Udine

Tre capoluoghi di provincia a Nord Est ancora privi di un piano di emergenza in caso di calamità. Ecco la geografia di chi non ha portato a completamento gli iter, secondo la Protezione Civile nazionale.

VENETO. Tra i 28 mancanti della provincia di Vicenza: il capoluogo, Schio (ma il piano ce l’ha), Arzignano, Noventa Vicentina, Mussolente, Sovizzo, Sarego, Brendola, Barbarano, Pojana Maggiore, Sossano, Pove del Grappa. Tra i 15 della provincia di Belluno: Auronzo, Cesiomaggiore, Forno di Zoldo, Ospitale di Cadore, Santo Stefano di Cadore, Sappada, Vigo di Cadore, Vodo Cadore. Tra i 14 della provincia di Treviso: Cavaso del Tomba, Chiarano, Crocetta del Montello, Gorgo al Monticano, Istrana, Meduna di Livenza, Nervesa della Battaglia, Pederobba, Riese Pio X, Salgareda, Vidor, Villorba, Zero Branco. Tra i 22 della provincia di Padova: Campodarsego, Due Carrare, Legnaro, Montegrotto Terme, Piazzola sul Brenta, Piove di Sacco, San Martino di Lupari, Selvazzano Dentro, Vigodarzere.

FRIULI. Tra i 59 mancanti della provincia di Udine: Aquileia, Codroipo, Gemona del Friuli, Latisana, Pasian di Prato, Tolmezzo, Tricesimo. Tra i 2 della provincia di Trieste: il capoluogo e Muggia. Tra gli 11 della provincia di Pordenone: il capoluogo, Fiume Veneto, San Vito al Tagliamento, Sequals.

 

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