Segui @OpzioneZero Gli aggiornamenti principali anche su Facebook e Twitter. Clicca su "Mi piace" o "Segui".

Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di terze parti per rendere migliore l'esperienza d'uso degli utenti. Continuando la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni cliccare qui

STRA «Chiediamo un incontro entro fine anno con gli esponenti di Acrib e forze dell’ordine sindacati e prefetto per concordare tutti insieme misure efficaci utili al contrasto del fenomeno dei laboratori clandestini cinesi».

A dirlo è Matteo Ribon, presidente veneto di Federmoda, l’associazione di Cna che rappresenta le piccole e medie aziende del tessile e del calzaturiero.

«La qualità della lavorazione e del prodotto», dice Ribon, «è il valore aggiunto che le imprese artigiane contoterziste della Riviera hanno garantito ai calzaturifici e alle griffe di alta moda negli anni. La scorciatoia della “delocalizzazione in casa”, ovvero spostare su laboratori per lo più irregolari cinesi parte della lavorazione al solo scopo di aumentare i profitti, rischia di mettere in crisi non solo le imprese artigiane locali, ma l’intero sistema».

Da Federmoda una richiesta. «Chiediamo», continua Ribon, «che siano istituiti due tavoli operativi: uno di concertazione tra le forze sociali per trovare accordi tra le parti, calzaturifici, contoterzisti e sindacati sul piano economico, l’altro promosso dalle istituzioni per coordinare assieme alle forze dell’ordine ed enti locali la fase dei controlli e della repressione di illegalità e concorrenza sleale».

(a.ab.)

link articolo

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Copyrights © 2012-2015 by Opzione Zero

Per leggere la Privacy policy cliccare qui