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Grandi navi, Ambiente Venezia ricorre al Tar

Dopo l’annuncio del Comune di impugnare di fronte al Tar il provvedimento della Capitaneria di porto che limita le navi per il 2014 e 2014 e relative misure di stazza, è la volta delle associazioni. Ambiente Venezia ha deciso di fare altrettanto e ha dato mandato ad un legale di verificarne la fattibilità. La decisione è scaturita da una riunione che si è tenuta venerdì dedicata al progetto contestato di scavo del canale Sant’Angelo Contorta per far passare le navi da Malamocco e portarle in Marittima.

«Il ministro Lupi – denuncia Luciano Mazzolin, portavoce dell’associazione – sta cercando in tutti i modi di inserire il progetto del canale nella solita procedura truffa della Legge obiettivo. Il decreto della Capitaneria, il numero 472, è assurdo e stravolge anche le interpretazioni e le rassicurazioni che aveva dato il ministro dell’Ambiente Orlando sull’accordo della riunione di Roma del 5 novembre. Orlando aveva assicurato che in sede di valutazione di impatto ambientale sarebbero stati messi a confronto tutti i progetti presentati, compresi anche quelli per la bocca di porto del Lido. La Capitaneria non si è mai dimostrata ente al di sopra delle parti e ha sempre spalleggiato in maniera evidente e spudorata il progetto voluto dall’Autorità portuale».

Oltre al ricorso, l’associazione ha anche deciso di realizzare un nuovo dossier contro lo scavo del canale e una video inchiesta.

«Faremo vedere – aggiunge Mazzolin – la devastazione della laguna centrale che verrebbe a realizzarsi. Nelle prossime settimane promuoveremo anche un’assemblea contro il progetto e in favore della realizzazione immediata di un avanporto a bassissimo impatto ambientale nella bocca di porto di Lido. Infine – conclude – per proporre e rivendicare la realizzazione di un nuovo piano per il riequilibrio idrogeologico e morfologico della laguna».

 

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