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Le nuove iniziative

VENEZIA – L’Associazione Ambiente Venezia continua la sua attività contro quella che definisce la devastazione della laguna e i progetti che per mantenere le grandi navi all’interno della laguna di Venezia prevedono lo scavo di nuovi canali, primo fra tutti il Contorta-Sant’Angelo che nella solita procedura della Legge Obiettivo.

Nell’ultima riunione, Ambiente Venezia ha deciso di procedere alla verifica tramite legale di fiducia per poter ricorrere contro il Decreto del 5 dicembre 2013 relativo alle grandi navi ed ottenere annullamento.

Si punta inoltre a realizzare una video/inchiesta sulla Devastazione della Laguna Centrale e dei progetti di escavo Contorta Sant’Angelo e Canale dei Petroli. Sull’argomento realizzeremo anche un nuovo e più completo Dossier.

Sarà promossa nelle prossime settimane, assieme ad altre associazioni e comitati, una assemblea contro il progetto Contorta Sant’Angelo e per realizzare subito ( in alternativa ai progetti devastanti) un avamporto a bassissimo impatto ambientale nella Bocca di Porto del Lido. Ambiente Venezia inoltre rivendicala realizzazione di un nuovo piano per il riequilibrio idrogeologico e morfologico della Laguna; un piano che deve essere redatto «da esperti indipendenti e non dal solito giro di consulenti ed esperti del Consorzio Venezia Nuova e delle lobby attualmente sotto inchiesta». Si Rivendica inoltre la realizzazione del Piano Regolatore Portuale con il coinvolgimento reale degli enti locali e delle popolazioni lagunari.

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Grillini contro il Contorta Al via una battaglia legale

«Progetto costoso, voluto dalle lobby. Lascerà segni indelebili sulla laguna»

Il Movimento 5 Stelle vorrebbe un lungo pontile alla bocca di Porto del Lido

VENEZIA «Il progetto del canale Contorta? Il meno economico, il più impattante dal punto di vista ambientale e quello con meno ricadute dal punto di vista professionale. La scelta di puntare spediti sulla realizzazione del Contorta si spiega solo in una logica di pressioni fatte da potenti lobby economiche».

A dirlo sono l’assessore all’Urbanistica del comune di Mira Luciano Claut e i parlamentari del Movimento 5 Stelle Giovanni Endrizzi ( senatore), Emanuele Cozzolino e Arianna Spessotto ( deputati).

«Non si capisce», dice l’assessore Claut, che risiede al Lido di Venezia, « la logica di questo progetto, cioè quello del canale Contorta, per il quale si stanno forzando tutte le procedure pur di renderlo l’ unico progetto realizzabile. È un progetto che distruggerà l’ambiente lagunare, costerà 150 milioni di euro e alla fine sarà concluso solo nel 2016».

Con molti meno soldi (circa la metà) e meno rischi per la laguna, si potrebbe portare avanti, per i grillini, un progetto che prevede l’attracco delle grandi navi passeggeri fuori della laguna di Venezia.

«Mutuando per linee generali quello che è stato il progetto presentato da Cesare De Piccoli nel 2005», dice Claut, «ma con una dimensione più piccola, si potrebbe creare un segmento di pontile di 450 metri anche autoaffondante, fuori dalle bocche di porto. Un pontile che potrebbe essere agganciato anche all’isola del Mose ora di fatto poco utilizzata. Qui i passeggeri potrebbero essere fatti transitare e caricati su motonavi su cui saranno portati a visitare Venezia e la laguna in un sistema chiuso. Questioni legate alla velocità delle maree e venti per gli attracchi delle navi, potranno essere affrontati con studi ad hoc».

Per il Movimento 5 Stelle questo sistema è preferibile allo scavo del canale Contorta, in quanto potrebbe essere già pronto per il 2015 e intercetterebbe senza perdite i flussi turistici.

«Il progetto del canale Contorta», spiega il senatore Endrizzi, «invece voluto fortissimamente dall’Autorità Portuale, è inutile, costa e invece di azzerare i rischi li sposta e in parte li amplifica. E’ un progetto che lascerà un segno indelebile su un ecosistema delicatissimo e unico come quello della laguna di Venezia. Se il progetto voluto dall’ Autorità Portuale è presentato come uno dei tanti progetti compatibili, in alternativa con tanti altri per risolvere il problema del transito delle grandi navi, va bene. Non va bene se invece si vuole farlo passare anche a livello ministeriale, come l’unico progetto da perseguire. Contro questa prospettiva daremo il via ad una battaglia legale per fermarlo».

Alessandro Abbadir

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