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DOPPIO SPETTACOLO»A MIRA E MESTRE

Domani “Song N.14” con il cantautore Lorenzo Monguzzi apre Villa dei Leoni poi al Toniolo, con Mario Brunello, il “Narrar cantando” dedicato al maestro

Apre domani “Teatro quotidiano” la stagione di Villa dei Leoni, a Mira, con uno spettacolo di Marco Paolini e Lorenzo Monguzzi.

Lo stesso Paolini – nell’ambito della rassegna organizzata nel bicentenario della nascita di Giuseppe Verdi – sarà martedì, mercoledì e giovedì 17, 18 e 19 dicembre al Teatro Toniolo a Mestre, accompagnato dal violoncellista Mario Brunello.

A Mira, va in scena – alle 21 – “Song N.14”, performance musicale che vede al centro della serata, il primo album da solista di Lorenzo Monguzzi, “Portavèrta”. Già voce de “I Mercanti di Liquore”, il cantautore incrocia parole e suggestioni con Marco Paolini, tra musiche e racconti brevi. La prima parte del concerto teatrale dà spazio a nuovi racconti e nuove canzoni, nella seconda musiche e ballate tratte dal repertorio. Monguzzi e Paolini saranno accompagnati con percussioni, chitarra e cori dai fratelli Giannone, in arte Corimè, e dal violoncello di Daniela Savoldi. L’orario di apertura della biglietteria è alle 20 di domenica, info su www.teatrovilladeileoni.it o al 0414266545. Biglietto 15 euro, ridotto 13 euro.

Nel pomeriggio di domani, alle 18, l’auditorium di Villa Contarini dei Leoni, ospiterà un evento speciale dedicato ai 25 anni del Teatro a Mira. La Piccionaia I Carrara – gestore del Teatro in collaborazione con il Comune – ha organizzato un incontro per ricordare l’inizio dell’attività teatrale a Mira, con protagonisti di allora e di oggi, a partire dallo stesso Paolini, passando per coloro che nel 1988 inaugurarono il Teatro, il cantautore Gualtiero Bertelli (allora assessore alla Cultura) e Giuseppe Bovo (già capo del servizio cultura del Comune), fino all’attuale assessore Nicola Crivellaro.

Al Teatro Toniolo a Mestre Marco Paolini e Mario Brunello presentano, invece, “Verdi Narrar cantando” una nuova produzione a metà strada tra il teatro di prosa e il concerto. Festeggeranno, non solo il bicentenario della nascita di Verdi, ma anche il centenario del teatro mestrino che, ebbe il suo esordio teatrale proprio con il Rigoletto verdiano nel 1913.

«Verdi», spiega Marco Paolini, «non è solo un musicista, è un uomo di teatro che pensa a un disegno generale e poi ne cura ogni dettaglio per arrivare a un effetto mirato. La storia viene narrata dalle parole e dalla musica, ma niente di superfluo deve essere lasciato, per il solo gusto del bello o per l’esibizione della tecnica. Verdi dunque pensa a uno spettacolo globale ed essenziale; il risultato è straordinario perché egli inventa qualcosa che sembra molto più antico di lui. Le sue opere diventano tradizione da subito , la gente lo canta anche se non è andata a teatro, la sua popolarità è pari a quella di Garibaldi». Serate già tutte esaurite.

Alessandro Abbadir

 

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