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Oggi entra in vigore il nuovo orario di TrenItalia, che, per la prima volta, è cadenzato anche a livello regionale. E, siccome oggi è domenica, giorno festivo, si scoprono già le prime sorprese. Di domenica non circolerà un terzo degli ottocento treni regionali che correranno nei giorni feriali.

L’ultimo locale da Venezia Santa Lucia che arriva a Padova non parte alle 22.35, come succederà nei giorni feriali a partire da domani, ma alle 22.05 con arrivo alle 22.54. Una vera beffa per tutti quelli che vanno a farsi un giro nella città lagunare. La prossima primavera, nei giorni festivi, appena farà scuro bisognerà correre in stazione a prendere il treno. A meno che non si sborsino 8 euro e non 3.55 per salire sull’IC notte delle 00.08 per Roma Termini, che arriva in città alle 0.41.

Sempre alla domenica l’ultimo treno utile per Este-Montagnana-Legnago, con trasbordo a Monselice su un bus, parte alle 20.10, quello per Camposampiero-Castelfranco-Belluno alle 21.29 (il bus delle 22.40 c’è solo nei giorni feriali), mentre il primo regionale per Mestre parte alle 6.51 ed arriva alle 7.06.

«Noi della Cgil l’avevamo detto», osserva Ilario Simonaggio, segretario regionale, «C’è troppa differenza tra l’orario dei giorni feriali e quello dei festivi. Ma il vero impatto con il mondo dei pendolari lo conosceremo domani, e non sarà tutto rose e fiori».

Felice Paduano

 

Locomotori “usato sicuro” sulla Mantova – Monselice

Li ha promessi l’assessore regionale Chisso come soluzione ai guasti sui treni

Le categorie economiche strappano un impegno a ridiscutere il pedaggio sulla 10

ESTE «Le infrastrutture della Bassa? Da Terzo Mondo. Dobbiamo lavorare per ridare dignità a questo territorio e la Regione deve darci una mano». A sostenerlo è Cristina Marchetti, portavoce del Coordinamento delle categorie economiche della Bassa, realtà nata nel 2007 che associa Ascom, Cia, Cna, Coldiretti, Confesercenti, Confagricoltura, Confindustria e Upa. Lo ha detto all’assessore regionale alla Viabilità, Renato Chisso nel corso di un “summit” sulla mobilità.

Treni “riciclati”. La linea Mantova-Monselice è tra le peggiori del Nord Est: «Per il nostro sviluppo questa linea deve risultare più accessibile, garantendo parcheggi in stazione, servizi appetibili, corse regolari e vetture nuove», hanno incalzato le categorie economiche. Chisso ha ammesso l’inadeguatezza della linea, anticipando però che l’unico intervento che la Regione potrà assicurare è la sostituzione dei vecchi locomotori diesel.

«La linea Mantova-Legnago non è elettrificata, a differenza del tratto Legnago-Monselice» ha spiegato Chisso «In queste linea, dunque, possiamo far circolare solo mezzi usati, ricondizionati, di nuovi non disponiamo se non a trazione elettrica». Di fatto, dunque, arriveranno mezzi “riciclati”, un usato sicuro a detta di Chisso, non certo quello che i pendolari della Bassa si meriterebbero.

«Non ci accontentiamo», è la sentenza del Coordinamento della Bassa. Stazioni ai Comuni. Il Coordinamento ha proposto a Chisso di affidare le stazioni di Montagnana, Saletto e Ospedaletto in comodato d’uso gratuito ai Comuni, che poi potrebbero affidare questi spazi ad associazioni e gruppi.

Este docet. In questo modo le stazioni diventerebbero più sicure e accoglienti. «Convocheremo i Comuni per un progetto per il recupero di queste stazioni», ha chiuso la Marchetti «senza escludere l’affitto a privati a fini commerciali.

Sr 10 e Complanare. Si è parlato molto di strade, specie della nuova Sr 10: «Il pedaggio per i residenti è una beffa clamorosa» denunciano le categorie «Si parla sempre degli utenti che dovranno raggiungere l’ospedale di Schiavonia e dovranno pagare, ma forse è il caso anche di pensare a tutti quei dipendenti che per raggiungere aziende e imprese dovranno sborsare quotidianamente una quota per usare la Sr 10». Il Coordinamento invoca una soluzione con l’Ipa, lo strumento di programmazione decentrata. «È necessario che sindaci e categoria lavorino insieme. Riuniamoci al più presto», è l’invito della portavoce. Chisso ha confermato che la complanare di Monselice si farà (è la strada che collega l’uscita della nuova Sr 10 al casello dell’A13) e che la Valdastico Sud sarà ultimata nel 2014.

Nicola Cesaro

 

Lunedì nero, si fermano tutti gli autobus

Mattinata difficile per universitari e impiegati, sciopero fino alle 12.30. Taxi: «Rinforzo delle corse da piazzale stazione»

LA VOCE DEL SINDACATO – Terremo una manifestazione in via del Pescarotto perchè la fusione tra Aps e Busitalia deve rispettare il nostro lavoro e il nostro stipendio

Bus e tram fermi domani, dalle 8.30 alle 12.30, per lo sciopero nazionale del trasporto pubblico locale, indetto da Cgil, Cisl ed Uil per sollecitare il rinnovo del contratto collettivo degli autoferrotranvieri, scaduto il 31 dicembre 2006. Contro la fusione. In città e provincia, poi, lo sciopero degli autisti di Aps Holding spa e BusItalia avrà una valenza particolare perché coincide con la lotta che gli autoferrotranvieri padovani e rodigini stanno portando avanti da mesi per apportare modifiche radicali al progetto di fusione delle due aziende locali di trasporto, fusione fissata per la primavera prossima. Al fermo del tram, dei bus e delle corriere di domani, parteciperanno anche gli autisti iscritti ad Adl/Cobas, il sindacato di base guidato da Stefano Pieretti e Fabio Bigon, che ha numerosi iscritti all’Aps e, proprio, in queste ultime settimane, ha raccolto proseliti anche nell’ex Sita. «Per quanto riguarda BusItalia aderiamo compatti alla protesta», spiega Pieretti. «Invitiamo tutti i dipendenti a partecipare alla manifestazione che terremo in via del Pescarotto, davanti ai cancelli della direzione regionale. Tutti uniti per far capire agli amministratori delle Ferrovie dello Stato ( l’ex Sita è di proprietà al cento per cento delle Fs) che i lavoratori, con turni spezzati sino a 12 ore al giorno, non possono continuare a guadagnare 300-250 euro in meno rispetto ai colleghi dell’Aps».

Universitari. Lo sciopero di domani mattina è destinato a provocare non pochi disagi ai padovani. Non tanto agli studenti degli istituti superiori visto che la mobilitazione comincia alle 8.30, ma senz’altro agli universitari, che proprio di lunedì arrivano in città in massa in treno e devono raggiungere le varie facoltà. Stesso problema per gli impiegati che vanno in ufficio ed a tutti quelli che, durante la mattinata, sono abituati a fare la spesa nelle piazze. Rinforzo taxi. In compenso chi arriverà in città in treno troverà più taxi in piazzale stazione. «Come sempre accade nei giorni di sciopero, abbiamo già deciso di potenziare il servizio per tutta la mattinata», assicura Walter Basso, segretario provinciale della Fita/Cna, sindacato che fa parte della cooperativa Corapa. «Più taxi a disposizione dei potenziali clienti per sopperire alla mancanza del tram e dei bus, anche se, perlomeno da cinque mesi a questa parte, bisogna ricordare che i nostri affari vanno sempre più giù anche a causa della concorrenza spietata che ci fa il tram».

Confronto Aps. Intanto è stato già fissato il prossimo incontro tra le parti sociali per proseguire il processo di fusione tra Aps Holding e BusItalia. Si terrà venerdì 20 dicembre, probabilmente negli uffici del deposito in via Rismondo. Saranno presenti Amedeo Levorato, presidente Cda dell’Aps e Renato Mazzoncini, ad dell’ex Sita. «Noi del sindacato di categoria e delle Rsu speriamo che l’incontro sia costruttivo», spiega Marco Bomparola, della Uil-Trasporti. «Tra di noi le preoccupazioni sulla fusione sono tante».

 

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