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La Femca-Cisl sollecita un tavolo urgente con Acrib e Cna sul problema

«Così è a rischio il futuro del distretto calzaturiero»

Salta l’incontro congiunto contro i «laboratori clandestini» tra Acrib, Cgia, Cna (associazione tomaifici) e sindacati. «Dobbiamo riconvocarlo al più presto – dichiara la Femca Cisl – altrimenti rischiamo di compromettere una delle attività più importanti di questo territorio».

Sono passate poco più di due settimane dal rogo di Prato e nel distretto calzaturiero della Riviera del Brenta, dove nelle ultime settimane si sono verificati nuovi blitz e nuove chiusure di calzaturifici cinesi, è calato il silenzio.

«Sembra proprio che su tale fenomeno sia calata una cappa di silenzio e di omertà – denuncia Massimo Meneghetti segretario provinciale della Femca Cisl – quasi che, solo toccare questo tema infastidisca più di qualcuno. Eppure se non si farà qualcosa in fretta si rischia di compromettere il futuro del distretto calzaturiero e non solo».

L’incontro tra le maggiori organizzazioni di categoria Acrib, Cgia e Cna insieme ai sindacati era stato fissato per lo scorso 5 dicembre ma è saltato e non è stata concordata nessuna data alternativa.

«L’obiettivo – spiega Meneghetti – era quello di definire una strategia comune utile a contrastare il fenomeno dei laboratori irregolari, partendo dalle intese già sottoscritte in passato. Noi abbiamo posto una serie di impegni per contrastare il lavoro irregolare, allargando i sottoscrittori delle intese ma anche dotandoci di regole certe e strumenti adeguati, una sorta di Codice Etico a cui sottostare insieme per contrastare tale fenomeno. Dobbiamo debellare le attività irregolari, con multe salatissime e non di pochi spiccioli come oggi – afferma il segretario della Femca Cisl. – Va punito severamente anche chi commissiona le produzioni oltre a chi le realizza irregolarmente. Senza tralasciare la possibilità di chiudere definitivamente le aziende irregolari ed arrestare i colpevoli che si macchiano di questi reati”.

Luisa Giantin

 

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