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Un’altra giornata da dimenticare: continuano i ritardi e le lamentele degli utenti. L’assessore dà colpa al gelo

BELLUNO – Ancora una giornata da dimenticare per i pendolari delle ferrovie. A quattro giorni dall’entrata in vigore del nuovo orario cadenzato, i disagi si riconfermano quelli di prima. Anzi, forse sono aumentati. La via crucis dei pendolari è iniziata presto ieri mattina, con il treno delle 6.35 da Belluno per Treviso e Montebelluna soppresso per un guasto. Imprecazioni non sono mancate da parte degli utenti che hanno visto arrivare il pullman sostitutivo del treno soltanto alle 8. Forse a quell’ora di passeggeri ce ne saranno stati ben pochi, visto che molti hanno preferito arrangiarsi con altri mezzi per raggiungere la meta prevista. Il peggio è andato per chi doveva arrivare in tempo al lavoro o per appuntamenti di studio.

Come se non bastasse una brutta sorpresa è arrivata anche per gli utenti della linea Belluno-Calalzo e viceversa. Il treno delle 9.45 per Calalzo è stato semplicemente soppresso e sostituito da un autobus e la stessa sorte è capitata anche per il treno in discesa da Calalzo delle 13.43. Questo significa ritardi e allungamenti nei tempi di percorrenza.

Ad aumentare la situazione di disagio e di sofferenza degli utenti e le loro proteste contro il servizio ferroviario e contro l’orario cadenzato, anche i ritardi in partenza da Belluno e da Padova: ieri il treno delle 13.25 in partenza da Padova e diretto a Belluno alle 14 segnava già 30 minuti di ritardo e lo stesso ritardo è stato rilevato per il treno della tarda mattinata sempre dalla città del Santo.

Di fronte a questa situazione ieri l’assessore regionale Renato Chisso è intervenuto in Commissione trasporti precisando che «i forti ritardi di lunedì scorso sulle percorrenze e i disagi per i passeggeri sono stati causati non dall’introduzione dell’orario cadenzato, ma dal gelo che ha causato cadute di tensione lungo le linee elettriche e in congelamento ieri, in particolare in provincia di Belluno, del gasolio delle motrici, malgrado queste siano rimaste accese tutta la notte. Problemi che si sono verificati nello tesso periodo anche l’anno scorso». E poi parlando dell’orario cadenzato l’assessore Chisso ha sottolineato come «i problemi si stanno gradualmente risolvendo e per il loro monitoraggio sono attivi tre osservatori, uno dell’assessorato, uno di Trenitalia e uno, tramite il numero verde, degli utenti, per segnalare ogni tipo di inconveniente». Anche per Enrico Caberlotto, portavoce de l Gruppo Treni Belluno diventa «difficilmente giustificabile il ritardo in partenza da Belluno per treni che hanno origine nel capoluogo montano. Forse c’è qualcosa che non quadra». E poi sottolinea il fatto che «le criticità del sovraffollamento si sarebbero potuto evitare visto che avevamo già segnalato in incontri precedenti con la Regione quali erano i treni più a rischio e ci saremmo aspettati che avrebbero aumentato le carrozze, ma non è stato così. Servono, in questo senso, dei correttivi».

Paola Dall’Anese

 

in arrivo la batosta

A gennaio previsto l’aumento del biglietto

Non faranno i salti di gioia i pendolari bellunesi delle ferrovie. Dal primo gennaio, a completare il quadro di un servizio tutt’altro che di qualità, arriverà l’aumento del biglietto ferroviario. L’anno scorso di aumenti ce n’erano stati più dei soliti due canonici (uno all’inizio dell’anno e l’altro a metà). Ma a fronte di quanto è avvenuto in quest’anno con ritardi, soppressioni quasi quotidiane dei treni soprattutto per la parte alta della provincia, un aumento suonerà come una presa in giro.

 

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