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Pendolare da vent’anni racconta l’inutile ricerca del bus sostitutivo dopo la soppressione di una corsa per Camposampiero

ODISSEA PADOVANA – Annunci degli altoparlanti poco chiari Ufficio informazioni che non dà risposte, autisti delle corriere che non conoscono le variazioni

Stazione senza bussola. Pendolari disorientati. Ai treni cadenzati in tilt fa da contraltare il flipper con i viaggiatori sbattuti qua e là da indicazioni sbagliate e assenti. È il racconto personalizzato di un lettore, Fabio Zorzetto, pendolare di lungo corso: vent’anni avanti e indietro tra Padova e Camposampiero, in giornate scandite dagli orari ferroviari e dalle coincidenze “intermodali”. Il suo racconto dei disservizi fa allargare le braccia di fronte «al caos completo». Dopo un mercoledì pomeriggio passato a rincorrere un bus fantasma, Zorzetto decide di impugnare la penna e descrivere le sue disavventure.

«Treno Regionale 5936 in partenza da Padova alle ore 16.16 per Bassano» riporta il professionista, «Ci sono circa 80 persone in attesa del treno sul binario. Alle 16.15 compare la scritta sul tabellone: “treno cancellato”. E veniamo avvisati dagli annunci dell’altoparlante che il treno viene rimpiazzato da una “corsa sostitutiva in partenza alle ore16.25 dal piazzale delle stazione”. Quindi ci si deve adattare». Chi può prendere un altro treno, lo fa. Chi, invece, deve passare per Cittadella cerca di capire dove trovare il mezzo di trasporto su gomma. «Con alcune persone, ci dirigiamo agli uffici dell’atrio stazione dove riceviamo conferma da una ragazza presente nell’atrio che il bus sostitutivo effettuerà le stesse fermate previste dal treno. E che per salire dobbiamo obliterare il biglietto ferroviario» si legge nella cronaca di viaggio. Informazione che viene confermata ieri anche dall’ufficio informazioni della stazione, uno spazio allestito da poco accanto alle biglietterie proprio per garantire l’assistenza ai viaggiatori. Non va confuso con quello dedicato alle “Frecce” che non si occupa dei treni locali (ma nella calca e nelle code, sbagliare è facile). «Ore 16.30 arriva l’autobus ex Sita direzione Bassano» continua il pendolare, «l’autista ci guarda basito in quanto il mezzo è già pieno a metà. Ci comunica che a lui non è stata data comunicazione che quella è una corsa sostitutiva. Chi voleva salire, doveva pagare il biglietto e le fermate non sarebbero state quelle previste dal treno ma le normali soste della tratta su gomma». Secondo quanto riporta la segnalazione, il bus riparte mezzo vuoto. Decine di persone rimangono sul piazzale ad attendere. Inutile provare a verificare nelle biglietterie di piazzale stazione: la gestione è in mano alle Ferrovie, tanto che gli autobus sostitutivi hanno una corsia apposita di fronte alla stazione. Ma quel bus proprio non si trova: «Siamo rimasti sul piazzale ad aspettare l’autobus che non c’è» continua la lettera, «Poi abbiamo fatto ritorno all’ufficio informazioni dell’atrio stazione: nessuno sapeva più nulla». Com’è andata a finire? «Abbiamo preso il treno successivo» spiega il protagonista della disavventura, «Ormai da settimane viaggiamo nel caos». Un’amarezza che si aggiunge alle disavventure quotidiane: treni pieni di mattina; partenze sfalsate di sera.

(v.v.)

 

SIMONAGGIO (CGIL)

«Si è voluto accelerare tutto con scelte tecniche sbagliate»

Rimuovere le cause è un dovere. Questo il senso del messaggio, che il segretario regionale di Filt-Cgil invia ai vertici della Regione, di Trenitalia e di Rfi.

«Ancora una volta è stata adoperata la logica borbonica dell’armiamoci e partite» spiega Ilario Simonaggio, «Si è voluto fare tanto in breve tempo e senza risorse aggiuntive. L’impianto per il nuovo orario cadenzato doveva essere messo in piedi con una politica tecnica più oculata e rodata meglio».

Un giudizio argomentato dal sindacalista Cgil: «Ci sono scelte di base che non vanno bene. Ad esempio i treni vecchi, tra cui le antiquate littorine in circolazione sulla linea Mantova-Monselice-Padova, andavano messe da parte già nel primo giorno.

I nuovi treni Stadler, fabbricati in Svizzera, hanno seri problemi di captazione dell’energia elettrica lungo quasi tutte le linee ed in particolare tra Monselice e Legnago. E, aspetto gravissimo, hanno pochissimi posti a sedere: sono carrozze prodotte per le metropolitane delle grandi città, dove la gente resta in viaggio dai cinque ai venti minuti. Sono tutti fattori che bisognava considerare con grande attenzione già durante le varie fasi del progetto».

E Simonaggio ricorda anche un altro problema, non di poco conto. «Bisogna lavorare anche molto sulle coincidenze, che, già sulla carta non sono sempre garantite. Neanche nelle grandi stazioni».

(f.pad.)

 

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