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La Conferenza dei servizi approva gli ultimi progetti in attesa di autorizzazione Regione e Comune: «Ora tocca alle aree Eni». Confindustria: «Mancano le tariffe»

MARGHERA – Un mese fa, al convegno sul futuro di Porto Marghera organizzato al Parco Vega dal Comune di Venezia, il direttore generale e ex ministro dell’Ambiente, Corrado Clini l’aveva annunciato: «grazie all’Accordo di programma su bonifiche e riqualificazione ambientale firmato l’anno scorso e alla ridefinizione del Sito di interesse nazionale di Porto Marghera e aree limitrofe e i relativi Protocolli attuativi, abbiamo definito le azioni per accelerare e semplificare l’iter procedurale dei progetti di autorizzazione delle bonifiche ed entro la fine anno avranno tutti la loro procedura esecutiva approvata».

E così è stato. Ieri la Conferenza di Servizi unica ha approvato gli ultimi progetti di bonifica delle aree di Porto Marghera, relativi al terminal portuale di Transped , alle Officine Luigi Resta/Villa & Bonaldi spa, Consorzio Tecnologico Veneziano. «Questa è la risposta concreta alle esigenze di sviluppo in un’area strategica che riguarda l’intero Paese» ha sottolineato il governatore Luca Zaia «il disinquinamento di Porto Marghera sta diventando realtà e apre la porta agli investimenti». «Con l’approvazione di tutti i progetti di bonifica e la pianificazione delle aree ex Syndial che Regione e Comune stanno acquisendo» ha commentato l’assessore regionale Renato Chisso «siamo ad una svolta storica, la riconversione è partita in maniera concreta con modalità efficaci che possono essere d’esempio anche per altre realtà italiane».

Per l’assessore comunale all’Ambiente, Gianfranco Bettin: «Con questi provvedimenti si superano i ritardi accumulatisi finora, rispondendo a tutte le istanze che erano ancora in giacenza. E’ un risultato che consente di guardare avanti con maggiore fiducia. Tutto ciò non sarebbe stato possibile senza il pieno allineamento istituzionale tra Comune, Provincia, Regione e Ministero, unità di intenti e condivisione di metodo che restano necessari per affrontare i problemi ancora aperti. Ora bisogna concludere l’accordo con Eni sulle aree, per mettere a disposizione del rilancio nuovi spazi vitali, velocizzare ulteriormente le procedure con un coinvolgimento ancor maggiore degli enti locali, delle categorie imprenditoriali e dei sindacati dei lavoratori».

Confindustria «apprezza lo sforzo delle amministrazioni che hanno dato applicazioni agli impegni presi, perché questo è il primo passo per lo sviluppo di Porto Marghera in quanto garantisce i tempi certi dei procedimenti amministrativi. Ora l’amministrazione deve definire modalità tecniche ed economiche per partecipare alla bonifica della falda attraverso il sistema di depurazione collettiva, il Pif di Fusina. Le imprese devono sapere al più presto le tariffe e le modalità tecniche di conferimento delle acque al depuratore, per consentire di programmare gli investimenti futuri».

«Ora non esistono più alibi, si predisponga ora un piano complessivo di sviluppo per tutta Porto Marghera», hanno commentato i parlamentari del Pd, Michele Mognato, Andrea Martella, Sara Moretto, Delia Murer e Davide Zoggia.

Gianni Favarato

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