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LA RISPOSTA

di Gianfranco Bettin – Assessore all’Ambiente del Comune di Venezia

I Comuni si stanno impegnando, i risultati sono buoni ma senza l’aiuto di Roma il problema non potrà mai essere risolto.

I cittadini devono conoscere la verità

In effetti, ha ragione il lettore Andrea Heinz che, sulla “Nuova Venezia” del 23 dicembre, si attende dal Comune, a proposito dei superamenti dei limiti di Pm 10, la “solita” risposta alla sua (solita) lettera. È proprio così: la cappa di smog che grava sulla nostra città è la stessa che grava sulla pianura padana, su tutto il Nord. Spiace che il signor Heinz partecipi all’ormai (pure esso) solito gioco, un po’ stolido un po’ vigliacco, inventato dai governi di Roma, di scaricare sui Comuni ogni responsabilità, compresi quelli, pochissimi, che qualcosa la fanno davvero, isolati e nella latitanza delle istituzioni superiori. Non c’è nessuna politica nazionale, o di area vasta, o regionale che promuova azioni significative contro la cappa che sopportiamo. In questo vuoto, i Comuni che fanno qualcosa lo fanno ben consapevoli dei limiti di queste azioni. Nel nostro caso, quest’anno abbiamo promosso azioni di mitigazione di concerto con le amministrazioni comunali di Padova e Treviso, abbozzando dal basso una embrionale politica d’area più vasta, metropolitana. Sappiamo bene che non basta. Per questo stiamo perseguendo, oltre alle “solite” azioni invernali, strategie di innovazione strutturale che, per la parte già realizzata, stanno dando risultati. Parlo del tram, delle piste ciclabili (ormai molto estese), delle aree pedonali, dei boschi e dei parchi. Parlo della chiusura dell’inceneritore di rifiuti, dell’aver impedito l’apertura di un nuovo inceneritore di rifiuti industriali, dell’aver assecondato e caldeggiato la chiusura della vecchia centrale Enel di Marghera. Parlo del PAES (Piano di azioni per l’energia sostenibile) approvato dal Comune, con una lunga serie di azioni volte a contrastare le emissioni del nostro sistema urbano e produttivo. Azioni contingenti, come quelle che Venezia promuove praticamente da sola, e interventi strutturali, come quelli citati, stanno lentamente ma progressivamente cambiando il quadro in cui viviamo, malgrado e contro la latitanza di chi avrebbe ben altri poteri e risorse, oltre che il dovere di intervenire, e non fa nulla. È anche per queste azioni oltre che per il diverso andamento meteorologico che quest’anno il quadro è stato migliore che nel 2012. Nel 2012, infatti, il trentaseiesimo superamento del limite giornaliero era avvenuto nei primissimi mesi dell’anno. Nel 2013 è invece avvenuto a ottobre in via Beccaria a Marghera (zona molto trafficata) e solo il 4 dicembre in via Tagliamento a Mestre e il 5 dicembre al Parco Bissuola. A pochi giorni dalla fine dell’anno i superamenti al Parco Bissuola sono stati 50 contro i 76 del 2012, a Sacca Fisola 40 contro 71 e in via Tagliamento 51 contro 97. A oggi, sono 69 in via Beccaria (non presente nel 2012). La situazione è, dunque, in miglioramento. Non ci accontentiamo, però. Si va troppo lentamente nella direzione giusta. Nessun Comune può farcela da solo: se il signor Heinz, insieme a tanti altri, ci aiuterà a dare la sveglia anche a chi di dovere avremo finalmente più forza.

 

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