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San Donà, accolte 24 richieste per riconvertire 20 ettari da abitativo ad agricolo

Cereser: «Cambio epocale che rispecchia l’esistenza di duemila alloggi sfitti»

SAN DONÀ – Il cambio di rotta rispetto al passato è radicale: quasi 200 mila metri quadrati di aree finora classificate come edificabili saranno riconvertite in zone agricole o a verde privato. Con grande beneficio per la sostenibilità ambientale del territorio. La novità è contenuta nella prima variante al Piano degli interventi del Piano di assetto del territorio (Pat, ovvero l’ex Piano regolatore), che il Consiglio comunale, su proposta dell’assessore all’urbanistica Francesca Zottis, ha approvato all’unanimità la vigilia di Natale. Il piano ha visto l’accoglimento di 90 istanze presentate dai cittadini su un totale di 156 richieste pervenute. Le istanze accolte sono quelle risultate in linea con i criteri generali fissati dal Documento programmatico che la giunta ha presentato lo scorso ottobre. L’aspetto senza dubbio più importante riguarda l’approvazione delle 24 richieste di riconversione delle aree edificabili in zone agricole o verde privato, per un totale di circa 20 ettari di terreno strappati al cemento. Segno che la crisi ha posto fine all’esasperata rincorsa al mattone.

«È un cambiamento epocale che interviene su miopie del passato. Solo 15 anni fa una cosa del genere sarebbe stata impensabile, mentre oggi tornare all’agricolo risponde a richieste dei cittadini», commenta il sindaco Andrea Cereser, «molti sandonatesi hanno preferito tornare a una destinazione agricola dei loro fondi per abbassare il carico fiscale a fronte di un eccesso di costruzioni. È ormai consolidata da anni la cifra di quasi 2 mila alloggi vuoti, su un totale di 17 mila famiglie. Un eccesso di abitazioni equivalente a circa 5 mila abitanti in più che poi cozza, paradossalmente, con le 350 richieste per una casa popolare o con i 100 sfratti esecutivi registrati nel 2013».

Da notare che sono state approvate anche 6 richieste di cambi di destinazione d’uso che riguardano imprese che intendono ampliare o modificare la loro attività.

«Il primo obiettivo del piano è favorire la ripresa del settore edilizio, puntando sulle ristrutturazioni e limitando gli interventi che comportano il consumo di territorio agricolo», conclude l’assessore Zottis, «importante per questo la restituzione all’agricoltura di aree che non sono risultate di effettivo interesse per il mercato edilizio e che ora costituiscono solo un peso per i proprietari».

Giovanni Monforte

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