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Nuova Venezia – Anche i treni vanno in vacanza.

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

28

dic

2013

Decine di corse tagliate nelle festività. I pendolari: «Noi al lavoro ci andiamo»

QUARTO – Anche i treni vanno in vacanza. È sufficiente dare uno sguardo ai tabelloni affissi in stazione per rendersi conto che, fino al prossimo 6 gennaio, non circolano decine di regionali. In pratica sono stati messi a riposo per tutto il periodo che coincide con le lunghe vacanze natalizie degli studenti delle scuole medie superiori e degli universitari, che studiano a Padova, Venezia ed a Verona.

«È una decisione drastica, però, che non tiene conto degli spostamenti quotidiani dei tantissimi pendolari che lavorano negli enti pubblici, ad esempio, negli ospedali e nei Comuni e di tutta la gran massa di turisti, che hanno trovato posto negli hotel di Venezia e che magari vanno a visitare Padova, Vicenza e Treviso» sottolinea Roberto Nardo, segretario dell’Adiconsum – Cisl di Padova e Rovigo

«Togliere 66 regionali al giorno per tutte le vacanze natalizie è esagerato. In questi giorni tra i più penalizzati ci sono anche quelli che devono tornare da Venezia Santa Lucia alla sera tardi. Un esempio per capire i disagi dei pendolari che non sono studenti. Linea Venezia-Padova: alla mattina non stanno circolando i treni che partono da Santa Lucia alle 6.35, 7.35 e 10.35. Sino al 7 gennaio niente treni, quindi, per i pendolari che salgono a Dolo alle 8.02 ed a Vigonza/Pianiga alle 8.08, con arrivo a Padova alle 8.24.

«Non siamo più nella fase d’emergenza vissuta tra il 15 e il 20 dicembre, ma tante criticità non sono state ancora superate» osserva Ilario Simonaggio. segretario regionale Filt-Cgil «Non va bene aver cancellato sino al 7 gennaio così tanti treni. Così facendo si creano disagi ai lavoratori pendolari e ai turisti, che, per fortuna, sono sempre tantissimi proprio in questa stagione natalizia».

Felice Paduano

 

Zaia, un’azione legale contro Trenitalia: «Impegni calpestati»

Il governatore ha incontrato i capigruppo di Lega, Ncd e FI «Avanti con il programma, niente rimpasto, vi chiedo lealtà»

PADOVA – Al vertice di maggioranza, convocato in mattinata per ricucire gli strappi dell’ultima seduta, il governatore del Veneto Luca Zaia si è presentato scuro in volto: «Sono inferocito con Trenitalia, quello che è successo nella fase d’avvio dell’orario cadenzato è inammissibile, ci avevano garantito un servizio all’altezza e i nostri pendolari hanno viaggiato su convogli freddi, gremiti e in ritardo. Non finisce qui, stiamo riesaminando la convenzione e agiremo per via legale, chiedendo i danni. Se fosse la Regione a gestire il trasporto ferroviario, la musica cambierebbe. Sì, puntiamo a una gara d’appalto su base veneta, non è semplice ma ci stiamo lavorando».

Ad ascoltare la sfuriata preliminare, i capigruppo e vice della coalizione: Federico Caner con Paolo Tosato (Lega), Dario Bond e Piergiorgio Cortelazzo (Ncd), Leonardo Padrin e Mauro Mainardi (Forza Italia). Poi Zaia è tornato sulla legge di riordino delle società partecipate, approvata dall’assemblea contro il parere della giunta grazie al voto trasversale di Nuovo centrodestra e Pd: «È inapplicabile, contiene profili di illegittimità, avevamo avvertito il Consiglio, ora non chiedeteci di sanarla».

A sollecitare l’incontro era stato Bond, favorevole a un “patto di fine legislatura” imperniato su pochi obiettivi qualificanti; convinto che la Legge di Stabilità sia incostituzionale laddove conferisce maggiore autonomia fiscale e impositiva al Trentino-Alto Adige (diretto concorrente del Veneto grazie ai vantaggi tributari di cui gode), l’alfaniano ha chiesto a Zaia di impugnare il provvedimento dinanzi alla Corte Costituzionale: «Non possiamo lasciar passare questa ingiustizia, è l’ennesimo atto di spregio nei confronti delle regioni ordinarie, in particolare delle aree più deboli come il Bellunese».

Il governatore ha accolto l’istanza, annunciando che firmerà il ricorso alla Consulta, con soddisfazione dell’alleato che promette «totale sostegno in questa battaglia difficile, coraggiosa e lungimirante». Parco di parole Padrin, che tuttavia ha sottolineato l’estraneità dei forzisti alla controversa legge Toniolo-Ruzzante («È un pasticcio, noi siamo usciti dall’aula per non votarla, la regola è che se non c’è accordo di maggioranza si rinvia la decisione, inutile fare i coccodrilli a giochi fatti») e poi ha invitato il governatore a porre il nuovo ospedale di Padova in cima alle priorità dell’esecutivo, sciogliendo riserve, dubbi e criticità tuttora esistenti. Scontato l’appoggio di Caner, che ha garantito la compattezza del gruppo leghista, invitando però a concentrare gli sforzi sulle questioni di ampio respiro – lavoro, sanità, infrastrutture – evitando l’assalto alla diligenza delle clientele locali che caratterizza da sempre l’ultimo scorcio legislativo. Di rimpasto neanche a parlare, nonostante la palese insofferenza del Ncd verso l’assessore ai servizi sociali Remo Sernagiotto, il cui operato è giudicato balbettante: «Non cambio nulla in giunta, abbiamo un programma e dobbiamo portarlo a compimento», la replica zaiana «vi chiedo invece una collaborazione leale in fase di bilancio 2014, abbiamo molta carne al fuoco e non dobbiamo deludere le aspettative di chi ci ha eletto. Se emergono nuove proposte dai capigruppo sono pronto a discuterne ma niente gare a chi la spara più grossa». In extremis, ha fatto capolino nella saletta il vice di Palazzo Balbi, Marino Zorzato. Che ha salutato i convenuti e poi è rimasto muto come un pesce. Chi tace acconsente. Sarà vero?

Filippo Tosatto

 

tpl, confermati bacini provinciali

Bottacin: «Si perpetua sistema colabrodo»

VENEZIA. «Ancora brutte notizie per chi è costretto a muoversi con i mezzi pubblici nel Veneto. La Regione Veneto abdica alle proprie funzioni di programmazione, anche nel trasporto pubblico locale. La recente delibera con cui la giunta conferma i bacini provinciali come dimensione ottimale per la gestione dei servizi di trasporto, esprime la volontà politica di lasciare intatta la struttura del trasporto su gomma nel Veneto. Ed è una struttura che non funziona».

L’accusa viene dal capogruppo di Verso Nord e Sc, Diego Bottacin. «Il tpl veneto è inefficiente e inefficace. La frammentazione – con 40 aziende attive – ostacola la possibilità di fare economie di scala, ha finora impedito l’introduzione del biglietto unico e conserva la ripartizione dei finanziamenti sulla base della spesa storica, anziché dei reali chilometri di trasporto offerti ai cittadini».

 

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