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“L’aumento del pedaggio autostradale è inaccettabile, la questione non finisce certo qui. Stiamo pensando ad un’azione di ricorso o di class action”. Dilaga il malumore tra i pendolari per i nuovi pedaggi applicati sull’A4, il comitato mirese “Opzione Zero” si fa portavoce delle proteste e annuncia battaglia: “L’aumento del pedaggio autostradale sulla tratta Mirano-Padova est non risolve il problema, anzi lo aggrava. Il costo è insostenibile per la maggior parte dei pendolari e degli utenti che saranno costretti a riversarsi sulla viabilità normale – scrive il presidente Marco Donadel -. Le autostrade saranno sempre più vuote, mentre le strade della Riviera e del Miranese saranno sempre più intasate”.

Le novità sono state introdotte dalla società autostradale Cav, con sede a Marghera in via Bottenigo, a partire dal 1.gennaio. Vediamo nel dettaglio quali sono: Mirano-Padova Est passa da 80 cent a 2.80 euro, mentre Mirano-Padova Ovest da 1.60 euro a 3.60 euro. Si abbassa il pedaggio della Mestre-Padova Est, da 3.30 euro a 2.80 euro. Resterà gratuita invece la tratta Mestre-Mirano. Per chi prende il Passante a Spinea per uscire a Padova Est, invece, il pedaggio è salito da 1.50 a 1.60 euro.

“La responsabilità sta in capo prima di tutto alla società CAV SpA, quindi ai suoi azionisti ANAS e Regione Veneto, che non hanno mai voluto arretrare la barriera di Villabona a Roncoduro come previsto dagli accordi – si legge nella nota diffusa ieri dal comitato -. Il nostro comitato attacca però anche la debolezza dei  Sindaci della zona  che non hanno saputo opporsi con forza alla soluzione imposta da Cav e che per primi dovranno dare risposte alla nuova emergenza traffico”.

Opzione Zero presenterà agli organi competenti un dossier sul Passante approfondendo le operazioni finanziarie di Cav, intanto sono già stati avviati i contatti con dei legali. Cav garantirà degli sconti del 40 % per chi farà 20 ingressi in autostrada (anche 10 andate e 10 ritorni) in un mese. Mirano-Padova Est costerà dunque 1.70 euro, comunque più del doppio rispetto alle tariffe del 2013. Per questo motivo il comitato definisce queste riduzioni “risibili”.

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