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Gazzettino – Caos treni: i pendolari fanno i conti

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2014

LA LETTERA – Nel mirino la tratta di 53 chilometri fino a Vicenza penalizzata dal 15 dicembre

«Tempi di percorrenza doppi: con l’orario cadenzato servono 94 minuti, prima ne bastavano 48»

LA PROTESTA «Viviamo disagi intollerabili»

Una lettera all’assessore regionale alla mobilità, Renato Chisso per manifestare tutto il disagio legato alle evidenti e costose criticità dopo l’avvio dell’orario cadenzato per chi giornalmente percorre la linea Montebelluna-Vicenza, soprattutto al mattino: l’hanno firmata decine di pendolari, studenti e lavoratori che non sanno più a che santo votarsi per affrontare quello che sta diventando ogni giorno che passa un calvario.

«Una sola considerazione basti a chiarire il quadro: -denunciano- alcuni anni fa la percorrenza mattutina si attestava, nella migliore tratta del mattino Montebelluna-Castelfranco sui 48 minuti; dal 15 dicembre l’attuale tratta si attesta sui 94 minuti. La differenza di tempo tra 48 e 94 minuti è poco meno del doppio: davvero un primato per una percorrenza di 53 chilometri. È questo record di qualità di vita il nuovo servizio ai lavoratori e studenti veneti che giornalmente si recano alle loro sedi di lavoro e studio?», si chiedono i disperati utenti ferroviari.

«Per raggiungere Vicenza da Montebelluna la genialità dei dirigenti di Trenitalia ed Rfi è di favorire il transito su Padova, -aggiungono poi- utilizzando i treni Eurostar che permettono sì di risparmiare qualche minuto, sborsando però in un anno circa il triplo di un attuale abbonamento annuale: davvero una grande soluzione sul piano dei costi e del pubblico servizio. Di fronte a questa situazione quali sono i miglioramenti che la mobilità regionale intende adottare?».

Sono poi elencate alcune criticità che si stanno evidenziando con il nuovo orario cadenzato sulla linea Belluno – Padova: «Mancanza di un treno da Belluno a Padova nella fascia pendolare mattutina, attualmente oltre al primo treno 5851 vi sono altri 2 treni che arrivano a Padova entro le 8.30; questi, da Cornuda in giù, sono sempre molto affollati e servono gli studenti universitari e nel tratto Alano di Piave – Castelfranco gli studenti delle superiori. Presumiamo -rilevano i firmatari- che l’unico treno alle 7.03 da Cornuda non potrà servire tutti gli utenti e creerà una condizione di sovraffollamento. Non fermando più a Levada sarebbe opportuno venisse istituita una corsa bus integrata (MoM) che possa raccogliere gli studenti di Covolo e Levada (almeno una decina delle superiori) che si troveranno completamente non serviti dal servizio di trasporto pubblico».

Si lamenta poi la mancanza di un treno nella fascia pendolari pomeridiana alle 16.29 da Padova a Belluno: «Oltre a creare un buco di partenza da Padova per il rientro di studenti e lavoratori si ha anche un buco di coincidenza per chi nel pomeriggio voglia rientrare da Venezia/Treviso in quanto a Montebelluna non trova il treno corrispondente».

 

FERROVIE – Per il sindacalista Romeo, dovevano essere messi a disposizione nuovi convogli

«Disagi sui treni? Colpa della Regione»

PORTOGRUARO – Se sulla Portogruaro-Treviso sono ricomparsi i vecchi locomotori diesel “668”, sulla Portogruaro-Venezia sono in buona parte spariti i moderni “Taf”, entrati in servizio a fine degli ’90, ed anche i “Vivalto” comparsi all’inizio del duemila, sostituiti dai vecchi “navettoni”. Tra i disagi del nuovo orario ferroviario cadenzato c’è da annoverare anche un deciso arretramento in quanto a comfort.

«Tutta colpa della Regione che non ha rispettato gli impegni per l’avvio della orario cadenzato – protesta Nicola Romeo del sindacato Fast -. Dei 20 treni completi Flirt Stadler promessi ne sono arrivati solo la metà. Altro che Trenitalia, il buon avvio dell’orario cadenzato, con il grande aumento di treni giornalieri, era legato all’arrivo di questi nuovi convogli svizzeri che non sono arrivati. Inadempiente il fornitore svizzero, inadempiente la Regione».

Secondo il sindacalista, il programma del cadenzamento sulla Venezia-Trieste prevedeva lo spostamento di “Taf” e “Vivalto” sulle linee meno frequentate, e l’inserimento su questa linea dei nuovissimi “Stadler” proprio per le esigenze dell’orario cadenzato. «Non essendo arrivati è saltato tutto con i disagi che si sono visti – riprende Nicola Romeo -. Le Ferrovie sono state così costrette a tirar fuori dai magazzini anche i materiali più vecchi, inserendoli nelle linee del cadenzamento per cercare in qualche modo di far fronte alla richiesta».

Il presidente veneto Luca Zaia accusa però il personale di Trenitalia di non aver collaborato per alleviare i disagi. «Zaia ha sbagliato a disdire il contratto con Trenitalia – sostiene Romeo -, in quanto le responsabilità dei disagi sono dovute al mancato arrivo dei materiali che la Regione aveva promesso. L’assessore Chisso lo sapeva e, per questo, aveva chiesto di attendere fino a maggio. Riguardo al personale di Trenitalia, che in realtà ha fatto il massimo, c’è da osservare cosa ha combinato la società regionale Sistemi Territoriali: oltre a non aver assunto tempestivamente tre macchinisti sta facendo ricorso, per i contratti a progetto, a personale in pensione delle Ferrovie anziché ad assunzioni di giovani».

M.Mar.

 

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