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Giovedì vertice a Venezia per concertare le varie iniziative di protesta

Massaro: «La norma ci toglie la possibilità di pianificare il territorio»

BELLUNO «Stimolare l’edilizia va bene, ma non togliere ai Comuni la possibilità di governare i processi di espansione urbanistica».

Tra quanti si dicono contrari al nuovo piano casa regionale c’è anche il Comune di Belluno, che giovedì sarà a Venezia con gli altri capoluoghi per concertare iniziative contro il piano casa.

«Non è escluso che si arrivi a un ricorso», spiega il sindaco Jacopo Massaro, «bisogna trovare una via d’uscita, sollecitata anche da tanti sindaci bellunesi. Stiamo approfondendo gli ultimi emendamenti che hanno migliorato un po’ la situazione, ma senza limitare la libertà di movimento dei privati. I Comuni sono le sentinelle del territorio e gli enti deputati alla sua pianificazione. Questa legge rende l’edilizia incontrollabile».

A poche ore dall’approvazione del piano casa, molti Comuni organizzarono una conferenza stampa invocando, invano, lo stop al provvedimento e fu portato proprio un esempio bellunese, quello del Col Cavalier: «Anche se con volumetrie dimezzate, non è stato possibile impedire quel piano urbanistico attuativo su terreno agricolo. Ora il Comitato del Col Cavalier dice che è illegittimo. Magari!».

I sindaci vogliono poter bloccare le speculazioni, ma soprattutto il consumo del territorio: «Se gli strumenti urbanistici lo consentono», continua il sindaco, «possiamo fare come all’ex Icb, cioè impedire la costruzione di 72 mila metri cubi su area agricola. Questo fatto è passato un po’ in sordina, ma io lo considero importantissimo».

Si tratta del provvedimento forse più rilevante assunto da Massaro in qualità di assessore all’urbanistica, delega che ora è nelle mani di Franco Frison: «Checché ne dica l’opposizione, il settore è stato ben presidiato», afferma il sindaco che sul tema più caldo, quello del nuovo Pat, è cauto: «Fare il Pat è nel nostro programma e rimane un obiettivo dell’amministrazione perché il Prg è molto datato, ma è vero anche che aggiornamenti così rilevanti vanno fatti quando si è pronti, cioè quando le politiche di sviluppo della città sono state avviate, ma soprattutto quando si hanno le risorse necessarie per fare le cose fatte bene».

Il timore di molti è che l’avvio del Pat blocchi tutta l’attività edilizia cittadina: «Nessuno intende aprire un Pat che paralizzi la città», precisa il sindaco, «non abbiamo ansia di partire e lo faremo solo quando sarà il momento giusto». Qualcosa si sta già muovendo: «Abbiamo fatto passi prodromici, “fotografie” del territorio e approfondimenti utili che servirebbero comunque al Pat».

Ciò che invece verrà avviato al più presto è il progetto di rilancio della vivibilità rivolto ai giovani: «Vorrei garantire a tutti una possibilità di “emancipazione familiare”», spiega Massaro, «cioè mettere su casa a vent’anni e non a 38, attraverso politiche abitative serie».

In questo ambito rientra anche l’obiettivo di formulare un pacchetto di misure per incentivare l’edilizia, ma finalizzate esclusivamente al recupero dell’esistente. «Sarebbe di stimolo all’economia, ma questo settore aiuterà anche altri che la nostra amministrazione considera di primaria importanza, come il turismo e appunto i giovani».

Il 2014 sarà un altro anno di sviluppo turistico: «Dopo aver dimostrato che Belluno può essere una città turistica», conclude Massaro, «vorremmo l’unità di tutti i soggetti interessati».

Irene Aliprandi

 

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