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Gazzettino – Pedaggi, il caos a “costo zero”

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 1 Comment

8

gen

2014

Autostrada A4, dopo il caro-tariffe, scoppia un altro caso: automobilisti costretti a lunghe attese per passare “gratis”. La Cav: solo problemi tecnici

60.000 PASSAGGI GIORNALIERI SULLA PD-VE

2%  L’AUMENTO DEL TRAFFICO

47%  IL CALO AL CASELLO DI DOLO

Ci mancava la smagnetizzazione di massa, e l’ingiunzione a pagare la somma di zero euro, per riscaldare gli animi dei pendolari dell’autostrada, già imbufaliti per il caro-tariffe e costretti a inventarsi percorsi alternativi, per pagare il meno possibile. È accaduto ieri mattina, in diversi momenti, al casello di Venezia-Mestre. Qualche automobilista, essendo entrato a Mirano-Dolo, si è infilato nella porta (d’uscita) dedicata – da quando esiste il passante – a chi non è tenuto a pagare nulla. Ma il biglietto è stato rifiutato. Vuoi vedere che la Cav si è inventata qualcos’altro?
«Pregasi cambiare verso d’introduzione… biglietto illeggibile…». Finalmente la voce di un operatore, mentre dietro la coda cresceva. «Lei da dove viene?». «Da Mirano». «Attenda… le devo fare il mancato pagamento». «Ma se non devo pagare nulla!». «Glielo devo fare ugualmente…». Implacabile l’esattore virtuale, implacabile il biglietto della lunghezza di 30 centimetri e cinque millimetri che viene sputato dalla feritoia. «Mancato Pagamento. Il pedaggio non è stato corrisposto (in tutto o in parte)». I matematici, o i filosofi, suggeriscano quale può essere una parte dello zero, o del nulla.
Mentre gli veniva consentito di proseguire, l’allibito automobilista poteva leggere, in italiano e in inglese: «Importo totale pedaggio: € 0.00. Importo da pagare: € 0.00. Modalità di pagamento…». A seguire, l’elenco di siti, località, banche dove far fronte al debito entro il termine di 15 giorni per evitare maggiorazioni. Un banale disguido? O invece la spia di un accanimento meccanografico, controllo sulle tratte che scottano mentre la società di gestione Cav è messa sotto accusa per aver aumentato i pedaggi? Il risultato è in quell’irridente invito a pagare e rimborsare il nulla, burocratico rito innescato da una supposta smagnetizzazione della banda che legge il percorso degli utenti.
In serata, dopo che la notizia è apparsa sul sito Gazzettino.it, ecco arrivare la spiegazione di Cav. «C’è chi è transitato senza inconvenienti…». E gli altri? «Nel caso in cui l’utente dichiari di essere entrato in una stazione che dà pedaggio zero, viene emesso automaticamente un rapporto di mancato pagamento». Anche se non deve nulla? «L’operatore invita l’utente a non prendere in considerazione il rapporto e a inserirlo in un apposito contenitore». Quanti sono i malcapitati? «Lo 0,5 per cento». Su 60 mila transiti Padova-Mestre e viceversa, circa 300 al giorno. Guarda caso, sulla pista 88 a passaggio libero, proprio mentre infuria la polemica sui rincari.
Anche ieri il presidente del Veneto, Luca Zaia, ha impugnato l’arma delle parole per rassicurare i veneti imbestialiti. «Paghiamo talmente tante tasse che dovremmo poter usufruire gratuitamente delle nostre strade. È un problema che ho ereditato…». Ha cercato di giustificare: «Quando si realizzò il Passante, per far evitare al traffico di attraversamento la tangenziale di Mestre, il pedaggio Mestre-Padova era di 2,20 euro, oggi che il Passante è realizzato, con più di 30 chilometri di gratuità, è a 2,80 euro». Ha lanciato segnali a Roma: «Il problema deriva da una concessione anomala di 23 anni: raddoppiandone il numero, riusciremmo anche a diluire il peso del pedaggio». E ha ripreso antichi temi a lui cari: «Dal primo giorno chiediamo che questa situazione atipica sia normalizzata, anche perché vige nei confronti di un concessionario pubblico: che ci diano le strade e che i soldi restino nelle tasche dei Veneti».
Intanto gongola Tiziano Bembo, presidente Cav. «Nei primi 6 giorni dell’anno da Padova a Venezia e viceversa il traffico è aumentato del 2 per cento. E al casello di Dolo-Mirano c’è stato un calo del 47 per cento di entrate e uscite». Infatti, il “tornello” che faceva risparmiare i pendolari non serve più.

 

MIRANO – Ora la lotta contro gli aumenti

Sparito il “tornello”. Vetrego festeggia

MIRANO – «Finalmente potremo respirare un po’ di più, ma la nostra battaglia non finisce qui». Il comitato “Rinascita Vetrego” festeggia per l’eliminazione dell’ormai noto tornello alla rotonda del casello autostradale, ma riporta subito i riflettori su altre due questioni: il caro-tariffe e l’assenza di adeguate barriere fonoassorbenti.
Partiamo dal traffico: chiuse le festività, ieri è stato il primo giorno lavorativo per quasi tutti i pendolari. Il primo senza la manovra degli automobilisti della Mestre-Padova, che uscivano e rientravano a Mirano per godere del pedaggio gratuito tra Mestre e Mirano. Cav ha uniformato apposta le tariffe, ieri in rotonda c’erano certamente meno ingorghi del solito. Il traffico si è spaiato: una fetta di automobilisti si è spostata al casello di Spinea per imboccare il Passante, molti altri si sono riversati su Cavin, Noalese e Riviera. Un netto aumento di auto sulle strade interne c’è stato, ma era prevedibile vista la riapertura delle scuole. La situazione andrà monitorata nelle prossime settimane: I pendolari eviteranno l’autostrada intasando la viabilità ordinaria? Intanto Emanuele Congia, presidente del comitato, rilancia:

«Ora appoggeremo il comitato mirese Opzione Zero per la battaglia contro l’aumento delle tariffe, e continueremo ad insistere con Cav, Regione e Comune per ottenere barriere fonoassorbenti a Vetrego: non basta una collinetta per evitare di essere subissati dallo smog dell’autostrada».

(g.pip.)

 

ULTIMATUM – I “forconi” scaldano i motori: «Autostrade, abbassare i costi»

I “forconi” scaldano i motori. Per il momento stanno a guardare, ai bordi dei nastri d’asfalto dove un mese fa hanno lanciato la protesta contro il governo centrale e la classe politica. Ma tra i punti approvati il 4 gennaio al presidio di Soave nell’ultimatum per il governo ce n’è uno che può accendere le polveri, collegando il mugugno collettivo degli automobilisti con il movimento che il 9 dicembre ha lanciato la rivoluzione del popolo italiano. Punto cinque: «Riduzione considerevole del costo del carburante per uso professionale nonchè dei pedaggi autostradali». Invece è scattato l’aumento. Uno schiaffo. Come reagiranno? Se lo stanno chiedendo gli agenti della Digos che hanno rafforzato i controlli. «Tranquilli, siamo in tranquilla attesa» spiega da Soave il veronese Lucio Chiavegato, uno dei leader. Ma da San Vendemiano (Treviso) arriva l’avvertimento di Geremia Agnoletti: «Dei rincari pensiamo tutto il male possibile. I pedaggi sono un’altra tassa che colpisce lavoratori e produttori. Soltanto per fare un piacere agli amici degli amici…». Chi? «I concessionari delle autostrade che spendono sempre di meno per la manutenzione, mentre vengono ridotti i costi di manutenzione: vogliono farsi le bretelle autostradali pagandole con i pedaggi».

(G. P.)

 

IL FRONTE POLITICO – L’Idv chiede all’assessore Chisso di riferire alla commissione regionale

Da Martella a De Poli tutti in campo contro i rincari

L’ESPONENTE PD  «Cosa intende fare il ministro Lupi?»

IL SENATORE UDC  «Ora il governatore difenda i veneti»

MESTRE – Tutti alla pazza ricerca di strade alternative. Per bypassare caselli e macchinette esattrici, con lo scopo dichiarato di risparmiare qualche euro al giorno, che a fine mese fanno cifre importanti per gli stipendi dei pendolari. Considerando che per molti di loro non ci sono alternative all’auto per andare al lavoro.
Il riflesso di questo sforzo di invenzione collettiva (ma le strade sono quelle che sono) si coglie, sotto forma di preoccupazione, negli interventi di tanti politici che tirano in ballo Regione Veneto e ministro dei Trasporti per il caro-autostrade.

Andrea Martella, deputato, vicepresidente del gruppo Pd alla Camera, ha preparato un’interrogazione urgente: «Questi aumenti triplicano e quadruplicano mediamente il tasso di inflazione media registrato nel 2013. Preoccupano vari elementi: dal rischio che i rincari portino l’utenza a riversarsi sulle strade non a pagamento con conseguenze di intasamento del traffico a discapito della vivibilità dei centri urbani, agli inevitabili aumenti a cascata di materie prime e prodotti finiti». E chiede al ministro Lupi come intende tradurre in pratica l’ipotesi di abbonamenti che riducano il costo dlele autostrade per pendolari e autotrasportatori.

Antonino Pipitone, capogruppo regionale di Italia dei Valori, chiede all’assessore Renato Chisso e ai vertici Cav di uscire allo scoperto. Andando a spiegare in Commissione Urbanistica e trasporti della Regione «i veri motivi del rincaro delle tariffe sulla Padova-Venezia e sul Passante: serve trasparenza sui conti della società e in particolare sui costi del “tornello” che sino al 31 dicembre scorso ha consentito agli automobilisti che uscivano ed entravano a Dolo di non pagare il pedaggio sulla A57». E provocatoriamente aggiunge: «Vorremmo vedere quanto ci sono costati quelli che uscivano e rientravano a Dolo per non pagare il pedaggio fino a Mestre e viceversa».

Chi punta contro il governatore Luca Zaia è il senatore dell’Udc Antonio De Poli, soprattutto dopo l’uscita del governatore sulle strade gratis ai veneti: «Il governatore faccia la sua parte con Cav. Governo e Regione dovranno trovare una soluzione al problema pedaggi. Per il presidente della Regione è arrivato il momento di smetterla di urlare contro il Governo centralista e di vestire i panni del veneto che pensa ai veneti”.

(G. P.)

 

  1. 1 Comment

    • mario says:

      Ciao Emanuele Congia, è chiaro a TUTTI che fino ad oggi il
      miope ed egoista comitato rinascita vetrego si è limitato
      esclusivamente a risolvere il SUO problema e ci è pure riuscito
      liberando il proprio territorio senza però pensare che a breve il
      suo EX problema semplicemente si sarebbe “spostato” da
      un’altra parte…
      Come suggerisce invece Mattia Donadel del comitato OPZ-0 è
      ora di “smetterla di guardare le pagliuzze o solo il proprio
      interesse immediato (per quanto legittimo) e provare a muovere
      il culo tutti insieme per cambiare le cose”.
      In tal senso mi auguro che l’impegno profuso dal comitato
      rinascita vetrego continui con la stessa intensità (se non
      superiore) che ha dimostrato finora, nell’interesse di TUTTI i
      Pendolari ed Utenti del tratto autostradale gestito (un bambino
      di 2 anni lo gestirebbe meglio) dalla CAV spa al cui presidente
      manca solo una laurea conseguita in albania…
      http://www.cavspa.it/files/CV_BEMBO-Tiziano.pdf
      Cordialmente.
      :)

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